8 maggio 2013


Santa Caterina: puntiamo al confronto sul progetto vero

Oltre i semplicistici “sì/no”, per comprendere davvero come cambierà il futuro turistico e paesaggistico di Polignano, va analizzato approfonditamente “come” verranno realizzate le opere. Mentre del PUG non vi è ancora alcuna traccia


La questione Santa Caterina e la possibile variante al Piano Regolatore Generale (PRG) è sulla bocca di tutti i polignanesi e sta “spaccando” in due l’intera cittadinanza, quasi fosse un Coppi-Bartali dell’era moderna. Tra il laissez-faire pro-cemento e l’immobilismo anti-sviluppo, il MoVimento 5 Stelle di Polignano spinge per portare il livello della discussione oltre il limitato “favorevole/contrario” ma andando ad analizzare approfonditamente le modalità del progetto stesso.

Premettendo che la lottizzazione è correlata dalle autorizzazioni necessarie e che in generale ha tutte le carte in regola. A nostro parere, la variante è auspicabile sia perché implementerebbe il sistema turistico-alberghiero polignanese sia perché riqualificherebbe un’area altrimenti destinata ad uno stato di incuria e abbandono. Come sempre però, non basta dire semplicemente “sì” oppure “no” ad un progetto di qual si voglia natura o tipologia. Ciò che va analizzato è il “come” questo progetto sarà davvero realizzato.

Tre i punti su cui noi del MoVimento 5 Stelle di Polignano non transigiamo per l’eventuale approvazione della variante al PRG: il nostro parere è favorevole a condizione che le opere realizzate siano effettivamente a vocazione turistico-alberghiera e rimangano tali nel corso degli anni, scongiurando ipotetiche speculazioni edilizie, e creando posti di lavoro con una reale sferzata alla nostra economia; che le stesse abbiano un inserimento quanto più possibile armonioso nel territorio, permettendo il mantenimento della tipicità della vegetazione nonché delle valenze architettoniche presenti (muretti a secco, trulli, cisterne, etc..); infine le opere devono contemplare una reale riduzione degli sprechi energetici, applicando il principio della “miglior tecnologia disponibile” e secondo una strategia che miri a rendere minimo l’impatto ambientale considerando sia gli effetti diretti che quelli indiretti, sia quelli a breve che a lungo termine.

Ma il vero errore è a “monte”: la non approvazione del Piano Urbanistico Generale (PUG). Non possiamo dimenticare la miopia degli amministratori che si sono susseguiti negli ultimi 12 anni, ovvero in quel periodo che coincide con il mostruoso ritardo accumulato sul PUG. Uno strumento che, se approvato, avrebbe reso possibile un’adeguata programmazione urbanistico-territoriale infinitamente utile per il perfetto connubio tra “rispetto del territorio e dell’ambiente” e “creazione di posti di lavoro e ricchezza per la cittadinanza” e che avrebbe evitato il ricorso ai selvaggi sportelli unici. 

Comunicato permanente alla partitocrazia: "In Natura e nella Storia tutto ha un inizio e tutto ha una fine. Voi siete la fine, noi siamo l'inizio, o almeno ci proviamo."