21 settembre 2011


Al via la sperimentazione dell’idrogeno da fonti rinnovabili: Taranto città simbolo

Segui la diretta streaming dell'evento a partire dalle ore 10:00



Nel maggio 2005 fu organizzato a Taranto il primo convegno della nascente Università dell’Idrogeno. Il titolo era: "Dai combustibili fossili all’economia dell’idrogeno, Taranto città simbolo".
Ora, 6 anni dopo, la Fondazione H2U – The Hydrogen University, ormai convenzionata con tutte le Università di Puglia, lancia sempre da Taranto il primo esperimento concreto di economia dell’idrogeno fra la Puglia e la Campania, in collaborazione con i Comuni di Napoli e di Accadia.
Lo sviluppo rapido ma caotico delle energie rinnovabili in queste due regioni ha creato, a cavallo fra Puglia e Campania un vero e proprio "giacimento" di energie rinnovabili (eolico) non gestito dalla rete elettrica. Lo stesso problema si porrà presto anche in altre zone e anche in relazione al fotovoltaico, ma è già presente in maniera molto consistente nelle località indicate.
Si tratta del problema dell’accumulo dell’energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili, tipicamente discontinue, problema strategico se si pensa di sostituire seriamente i combustibili fossili.
Taranto è forse la città europea che emette più anidride carbonica ed è senz’altro fra le più colpite, in termini sanitari, dai vecchi combustibili fossili, carbone e petrolio.
Fra poco più di due mesi il Protocollo di Kyoto, mai decollato, non ci sarà più. Il nuovo accordo che dovrebbe sostituirlo, per ora, non c’è. Gli Stati del pianeta riconoscono che il problema del riscaldamento globale esiste, ma non fanno nulla per limitare drasticamente le emissioni di gas climalteranti.

 



Occorre far partire dalla cittadinanza le nuove tecnologie pulite, con l’ausilio dei Comuni che sono le istituzioni pubbliche più vicine ai cittadini.
Oggi i Comuni di Taranto, Napoli e Accadia avviano una importante sperimentazione con H2U, l’Università dell’Idrogeno, fra Puglia e Campania, per realizzare impianti, nel campo della mobilità e del patrimonio edilizio, totalmente puliti, basati sulle energie rinnovabili come fonte primaria e sull’idrogeno come accumulo e vettore di energia.
Il progetto operativo prevede di realizzare ad Accadia, Comune del Subappennino Dauno dove sono presenti numerosi parchi eolici e dove è presente energia di origine rinnovabile non gestita dalla rete elettrica, un impianto industriale per la produzione dell’idrogeno, in un edificio recintato messo a disposizione dal Comune situato in posizione strategica.
Questo idrogeno verrà utilizzato in due tipologie di impianti: il settore dei trasporti, a partire dal trasporto pubblico (e quindi distributore di idrogeno e veicoli quali autobus) e il settore stazionario, dove si tenderà a realizzare impianti collegati in isola secondo l’architettura della generazione distribuita e delle nuove reti intelligenti (smart grid). Il calore prodotto dai vari impianti sarà utilizzato in cogenerazione e trigenerazione.
Queste tipologie di impianti verranno realizzate ad Accadia (stazione degli autobus e un quartiere urbano), a Taranto (distributore di idrogeno in prossimità della Pineta comunale Cimino e isola centrata sulla Scuola Edile del quartiere Paolo VI), a Napoli (distributore d’idrogeno per autobus e generazione distribuita localizzata sugli impianti sportivi cittadini).
Queste attività saranno precedute da un Protocollo d’intesa, dalla realizzazione di un business plan, e avranno carattere sperimentale, con un periodo di sperimentazione di almeno 6 mesi. Altre città e territori potranno aggiungersi alla sperimentazione.
Nella stessa occasione la Fondazione H2U lancia H2 NET, società cooperativa per azioni gestita via Internet a cui tutti i cittadini potranno partecipare, allo scopo di realizzare il principio della autoproduzione dell’energia.
La cittadinanza di Taranto e quella di Napoli hanno molto sofferto a causa dell’inquinamento e dei rifiuti, ed è quindi molto opportuno avviare di qui la sperimentazione di nuove tecnologie ad emissioni zero.
Tutto questo avviene mentre il costo dei carburanti ha raggiunto il costo più elevato degli ultimi 27 anni, e una crisi economica strutturale colpisce l’intero occidente.
Le nazioni Mediterranee dovranno essere mantenute? E’ assurdo, basta guardare una cartina geografica tematica per comprendere che le energie rinnovabili, quelle della nuova economia, sono tutte qui. Da queste bisogna ripartire; dalle città più penalizzate, Taranto e Napoli, deve nascere la nuova economia dell’idrogeno. Il sud deve dimostrare le sue grandi potenzialità.

 
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20 settembre 2011


I "Senza Vergogna"




"Quale Italia vogliamo?” - “Il problema Sanità” - “La persona prima dello Stato”, tutti temi interessanti quelli trattati venerdì 16 e sabato 17 settembre a Polignano a Mare, se non fosse che a discuterne c'erano proprio quelli che hanno contribuito e contribuiscono a distruggere l'Italia.
Sì, perché su quel palco si sono susseguiti personaggi come Casini, Fitto, Fioroni, Bonanni della CISL, il ministro Meloni, tutta gente che vive sulle spalle dei contribuenti i quali forse hanno pagato anche questa manifestazione. Avete letto proprio bene, e vi spieghiamo perché.
L'evento è stato organizzato dall'associazione “Il Domani d'Italia”, la quale non è altro che il giornale lanciato ultimamente dall'On. Fioroni del PD. Presumibilmente, la testata non camperà d’aria, ma dovrebbe ricevere i contributi all'editoria che foraggiano la maggior parte dei giornali italiani. Il condizionale è d'obbligo da usare, dato che sul sito ufficiale del governo è pubblicato l'elenco di tutte le testate che ricevono i contributi e gli importi degli stessi, aggiornato fino al 2009, e poiché Il Domani d'Italia è stato lanciato nel 2011, per avere la conferma definitiva dovremo avere solo un po' di pazienza. Ma, come si dice, a pensar male si fa peccato, ma quasi sempre ci si azzecca.
Sapete ogni anno quanto succhiano i giornali alle casse dello stato? Ben 1 miliardo di euro, alla faccia della crisi!!!
Non è finita qui, perché se i nostri politici possono partecipare a destra e a manca a tutte le manifestazioni è anche grazie al milione di euro che si spartiscono i partiti sotto la voce di rimborsi elettorali. Da Wikipedia “l’erogazione è dovuta per tutti e cinque gli anni di legislatura, indipendentemente dalla sua durata effettiva. Con quest’ultima modifica l’aumento è esponenziale. Con la crisi politica italiana del 2008, i partiti iniziano a percepire il doppio dei fondi, poiché ricevono contemporaneamente le quote annuali relative alla XV e alla XVI Legislatura”.
Insomma fare informazione è cosa buona, ma se fatta con i soldi dei cittadini è meglio.

 



La finanziaria lacrime e sangue ha tagliato di tutto, ma queste due spese sono rimaste al loro posto. La casta sa bene che senza i nostri soldi scomparirebbe. Sono dei morti che camminano tenuti in vita dai loro medium ovvero i media.
A questo punto ci chiediamo: ma come possono questi mitili risolvere i nostri problemi se loro sono il problema?
È per questo che chiediamo ai cittadini di scendere in campo in prima persona, abbandonare i vecchi schemi di destra e sinistra perché ormai non esistono più. Ogni cittadino deve essere informato e la vera informazione senza filtri, può reperirla solo in rete.
L'idea del movimento è nuova ed innovativa, non abbiamo più bisogno dei partiti perché i progetti li condividiamo e discutiamo in rete, dove ci sono migliaia di esperti che possono migliorarli. In rete ognuno vale uno.

In riferimento alla serata di sabato 17, segnaliamo:
1 - Nel pubblico si avvertiva una certa insofferenza, in seguito ad affermazioni vergognose fatte dal Fioroni e dalla Meloni. Riferiamo soltanto le più gravi: il Fioroni, in sintesi, sosteneva che guadagnava di più a fare il medico e che è meglio che un parlamentare sia ricco così non è spinto a rubare.
Rispondiamo:
- Fioroni può anche tornare a fare il medico, gli italiani non si dispereranno per questo.
- Il Parlamento è pieno di ricchi ladri e di ladri ricchi, quindi non è vero quello che sostiene.
- Fioroni ha offeso milioni di italiani che vivono con cifre modeste definendoli potenziali ladri.

2 - La Meloni, insieme al Fioroni (i due andavano d'amore e d'accordo su tutto), sostenevano che la prima riforma da fare è quella dell'allungamento sensibile dell'età pensionabile, viste le aspettative di vita e per garantire un futuro alle giovani generazioni. Alle rimostranze del pubblico che chiedeva "e le vostre pensioni?", rispondevano che quella è poca roba, non influisce più di tanto etc...etc...Il moderatore Magistà, spudorato, invitava i due di cui sopra a non dar retta al pubblico, a non ascoltarlo. Roba da salire sul palco e.....
Rispondiamo:
- Intanto non si tratta di poca roba e ci vuole la faccia come il c.... per chiedere sacrifici agli altri e non voler toccare i privilegi da dittatura africana di cui godono.
- La storia delle aspettative di vita sa tanto di bufala, non ha alcun fondamento scientifico perché si basa sulle soglie raggiunte oggi, per il futuro dipenderà tutto dalla qualità della vita, dagli inquinanti, dagli alimenti e da tante altre variabili anche a livello planetario. In verità vorrebbero che la gente morisse prima di andare in pensione! Figuriamoci se i padri e le madri non sarebbero disposti a lavorare qualche anno in più se fossero sicuri che il risparmio andrebbe ai propri figli, in verità sanno già benissimo che quei risparmi faranno una brutta fine.
Facciamo una proposta: i risparmi che si realizzano con la riforma delle pensioni vengano per legge automaticamente trasformati in contributi previdenziali per inoccupati, disoccupati e fasce bisognose.

 

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12 settembre 2011


Una cozza è per sempre

40 persone, 12 ore di pullman, andata e ritorno Bari-Roma, per posare una cozza ciascuno davanti alla Camera dei Deputati.

Arrivare davanti a Montecitorio e trovare una marea di gente che sembrava abbracciarti e darti coraggio per quel gesto simbolico che stavamo facendo, ci ha fatto palpitare il cuore. Abbiamo provato contentezza ma allo stesso momento rabbia e disgusto per quelle "cozze" che stavamo depositando e che rappresentavano personaggi della politica corrotta. Tutti insieme, a fianco di persone che non conoscevamo ma che condividevano le stesse idee, a urlare slogan contro quei rappresentanti politici che ormai non ci rappresentano più e in quel momento avere la sensazione che tutti insieme ce la possiamo fare a ricostruire una Italia migliore.

Migliaia di persone dalla Sicilia, dalla Sardegna , da Bolzano, da Aosta e da tutta Italia hanno affrontato anch'essi lo stesso viaggio per un gesto simbolico di grande significato: siamo stanchi di tutti questi soggetti attaccati come cozze al Parlamento!




Tutti noi del Movimento 5 Stelle con forza, chiarezza, ordine e senza far mai mancare ironia ed allegria abbiamo chiesto che fine han fatto le 350.000 firme raccolte in un sol giorno quattro anni fa al primo "V day". (Perchè fa tanta paura parlare di un parlamento solo di incensurati? Perché fare il politico deve essere un mestiere per tutta la vita?)

A sinistra Roberto Fico candidato sindaco M5S Napoli
Al centro Giuseppe L'Abbate Polignano R-Evolution
A destra Giovanni Favia consigliere regionale M5S Emilia Romagna







La nostra richiesta?
Qualsiasi italiano può diventare parlamentare a patto che sia incensurato e che non si radichi alla poltrona (massimo 2 legislature), concetti semplici, democratici.

Questo giorno di "rivendicazione" lo abbiamo sognato da molto, da molto aspettavamo di ritrovarci tutta l'Italia insieme per manifestare, per confrontarci come era stato un anno fa a Cesena, a Woodstock 5 stelle.
Abbiamo srotolato le bandiere e ci siamo mescolati a tutta la migliore Italia.

Loro certo, i signorotti del palazzo non ci hanno risposto e neppure di giornalisti non se ne è visti tanti, ma di certo noi non ci fermeremo, non demorderemo e ogni giorno saremo sempre di più.





Noi di Polignano R-Evolution siamo riusciti a scambiare due battute direttamente con Grillo e gli abbiamo parlato del piano energetico che stiamo per lanciare con il Prof. Nicola Conenna. Un nuovo modo di fare energia, dove ognuno diventa produttore e consumatore allo stesso tempo, senza monopolisti.


 
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6 settembre 2011


Sul referendum anti-porcellum…



Noi non firmeremo per il referendum “anti-porcellum” e non allestiremo banchetti per la raccolta delle firme.

Sia chiaro, non pensiamo che questa legge elettorale sia la migliore, ma questo referendum a nostro avviso è inefficace e inutile per i motivi che andremo ora a spiegare.

Il referendum abrogativo proposto, di fatto, non risolve nulla ed è probabilmente incostituzionale; nel caso non lo fosse e venisse accolto, potrebbe riportare al “mattarellum”, modificandone alcuni aspetti a nostro avviso non sostanziali. L’istituto referendario abrogativo è un sistema di rimedio, uno strumento “zoppo”, come per stessa ammissione del Forum dei Movimenti per l’Acqua, nonostante sia stato usato contro la Ronchi, poiché lo strumento d’elezione dovrebbe essere la proposta popolare.
Nel 2007 la Legge di Iniziativa Popolare del Forum sull’acqua pubblica - 410.000 firme raccolte - è stata ignorata, e così si dovette optare per il referendum. Le leggi di iniziativa popolare, a differenza dei referendum, propongono i loro obiettivi attraverso una serie di linee guida che il parlamento e i giuristi andranno ad esplicitare e concretizzare in una successiva Legge (DLGS).

 


Una nuova legge elettorale è già disponibile, è la legge “Parlamento Pulito“: una proposta di iniziativa popolare che prevede l’elezione diretta dei candidati, un massimo di due mandati, nessun condannato definitivo eleggibile.

A noi interessa una legge elettorale nella quale i cittadini possano esprimere la loro preferenza, ma non sui candidati scelti dalle segreterie di partito (cosa che succedeva con i collegi uninominali della legge Mattarella).

In tempi di “vacche magre” come questi, perché poi, ci chiediamo senza capire, buttare altri soldi in un ulteriore referendum quando una legge è già pronta nelle “cantine” del Senato, gratis?!?

La Costituzione è chiarissima, il popolo, con 50 mila firme, può presentare un progetto di legge. Una volta presentate le proposte di legge di iniziativa popolare ad un Presidente delle due camere, questi deve accertare la regolarità ai sensi degli articoli 48 e 49 della successiva Legge n. 352 25 maggio 1970 e, dopo tale accertamento, le proposte di legge debbono essere calendarizzate per essere esaminate in Parlamento; tutto questo non è mai stato fatto e questo è un gesto gravissimo, anti-democratico e codardo.

La posizione del Movimento 5 Stelle nazionale, si è esplicitata in alcune linee di indirizzo generale sul tema: come sempre è lasciata ad ogni Movimento locale la più ampia possibilità di espressione e questa è la nostra posizione in attesa di un confronto più approfondito; di certo, concordiamo tutti nel non aderire a questo referendum.

Quattro anni fa abbiamo chiesto il voto di preferenza e c’era il tempo per qualsiasi forza politica parlamentare di usare la LIP già depositata come arma per imporre la discussione EX NOVO di una Legge Elettorale, ma ciò non è stato fatto: che forse il voto di preferenza e l’esclusione dei condannati spaventino egualmente ogni partito irremovibilmente insediato in parlamento?

Ancora, oltre alle contraddizioni già sottolineate, ci chiediamo: quale senso ha il ricorso alla mobilitazione popolare se non forse quello, per SEL e per IDV (il PD salterà sul carro in corsa come successo per l’acqua?), di riacquistare il contatto diretto e la partecipazione dei cittadini che i partiti ‘classici’ da tempo stanno perdendo?

 
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31 agosto 2011


Parlamento pulito. In pullman da Bari a Roma il 10 Settembre

Per evitare la catastrofe economica e ripartire, è necessario fare tre cose:
1) cambiare la legge elettorale,
2) avere un governo di salute pubblica senza i condannati che legiferano.
3) ritornare alle urne.

Sabato 10 Settembre saremo tutti a Roma, di fronte a Montecitorio con Beppe Grillo per chiedere ai nostri politici di discutere la proposta di legge popolare "Parlamento Pulito" che chiede 3 cose semplicissime:

1) cacciare i condannati in via definitiva dal parlamento
2) introdurre il voto di preferenza
3) introdurre un limite massimo di 2 legislature ai politici.




E' stato organizzato un pullmann che partirà da Bari, il costo è di € 30,00. In linea di massima il programma sarà il seguente:

- partenza prevista per le ore 02.00 del 10/09/2011 dall'extramurale Capruzzi (zona stazione);
- arrivo in mattinata a Roma presso il luogo di sosta dei bus all'ingresso della città;
- raggiungimento di Montecitorio mediante la metropolitana (costo circa € 3,00 a/r);
- rientro previsto a Bari nel medesimo giorno alle ore 23.00 circa.

Chiunque volesse partecipare può inviarci una mail a polignanorevolution@gmail.com oppure contattare il Sig. Vincenzo Madetti (membro dell'associazione amici di beppe grillo Bari) al numero 348.3558173, vi saranno comunicate disponibilità e modalità di pagamento. Siete cortesemente invitati a comunicarci la vostra partecipazione velocemente visti i tempi ristretti.

Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?). Noi neppure.
 
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29 agosto 2011


Si va a Montecitorio...



Ricordate il 2007? Quando a sollevare la questione “morale” sulla presenza di condannati in parlamento furono circa 350.000 cittadini italiani firmatari della legge di iniziativa popolare “Parlamento Pulito“?

Rinfreschiamoci la memoria. La proposta consisteva (e consiste) in:

- nessun condannato deve sedere in Parlamento a rappresentanza dei cittadini;
- ciascun parlamentare deve esercitare per massimo due legislature;
- abolizione della legge elettorale attuale e ripristino della votazione per preferenza diretta.

Allora l’iniziativa fu ignorata dai media, o al massimo tacciata di giustizialismo qualunquista. Oggi, che il calderone della crisi e’ saltato, che si sentono da più parti rombare i tamburi della rivolta, sono tutti pronti a rispolverare un’etica della politica fino a ieri evidentemente “non necessaria”.

In realtà la strada è già stata chiaramente indicata: perchè non considerare finalmente le proposte che da 4 anni, senza giustificazioni, attendono considerazione in parlamento?




E’ questo che andremo a chiedere sabato 10 settembre 2011 a Roma, davanti a Montecitorio. Ci stiamo organizzando, stiamo cercando di fare dei pullman per l’andata e il ritorno. Se vuoi partecipare insieme a noi facci avere notizie quanto prima scrivendo a polignanorevolution@gmail.com, segnalandoci i tuoi dati. Pubblicheremo sempre su questo blog maggiori informazioni.

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I Maya avevano ragione

Dopo aver spiegato le principali cause macroeconomiche che hanno portato all'attuale crisi, chiudiamo la nostra rubrica con quest'ultimo articolo in cui cercheremo di spiegare quali risvolti sociali avremo nel prossimo futuro.

Ci aspetta una medicina molto amara. Gli italiani non si immaginano minimamente che cosa li aspetterà al ritorno dalle vacanze. Si dovrà dire basta alla Sanità tutto gratis, ai piani di prepensionamento, al costante aumento dei costi della Pubblica Amministrazione.

Ci attende un pesante ridimensionamento del welfare e la possibilità di licenziamenti nella Pubblica Amministrazione.

Poi arriverà la mazzata dell'Agenzia delle Entrate. E cioè la patrimoniale e i prelievi coatti dai depositi. Aumenterà la tassazione dei rendimenti dei fondi pensione, entro l'anno sarà reintrodotta l'ICI sulla prima casa e una super-patrimoniale sulla seconda casa, e non si esclude anche un'imposta per tassare le giacenze liquide sui conti correnti.





Queste sono le parole di Eugenio Benetazzo, un noto economista che è riuscito a prevedere la crisi già nel 2005.

Come abbiamo capito quindi, siamo alla fine di un'epoca e questa è una cosa importante che è meglio sottolineare. La fine di un'era significa che entro breve, noi saremo coinvolti in un cambiamento di vita importante. Nel 2012 scadrà una mole di obbligazioni da rinnovare superiore circa 3 volte alla media degli ultimi anni. I Maya avevano ragione...



Ora se questo cambiamento noi lo assecondiamo e ci prepariamo, probabilmente riusciremo ad affrontarlo senza traumi.

La nostra società è strutturata in maniera sbagliata, le merci percorrono mediamente 5000 km (le nostre patate ad esempio vanno in Germania e poi ritornano), questo perché il sistema di oggi è basato su una economia che non ha più l'Uomo come punto cardine. Il sistema economico attuale sovrasta le nostre vite rendendole problematiche.

Oggi però ha raggiunto il suo limite in quanto è un sistema basato sul debito. Questo debito proviene essenzialmente dal mezzo di scambio che noi utilizziamo, ovvero dalla moneta, perché l'emissione della stessa avviene creando debito. Questo ovviamente porta al fatto che più produciamo più abbiamo bisogno di moneta, e più abbiamo bisogno di moneta più ci indebitiamo.

A un certo punto però questo gioco arriva al capolinea. Nel 2007 il debito mondiale è arrivato al suo limite strutturale ed è crollato, è stato ripreso ed oggi ha raggiunto il suo secondo limite.



Tutto ciò è voluto da un sistema che pone il profitto, e quindi la sopraffazione degli uni contro gli altri, come scopo primario e che si basa su degli squilibri: deve necessariamente trovare delle sacche nel mondo in cui produrre a basso costo e rivendere a molto di più. Tutto ciò produce le conseguenze che oggi stiamo pagando.

Ora cambiare lo stile di vita nei prossimi mesi (attenzione non parliamo di anni ma di mesi) sarà importantissimo, perché tante cose stanno cambiando: persone che perdono il lavoro, amministrazioni che vedono ridotti i proventi dallo stato, non dando più servizi alla comunità e chiedendo nuove tasse.

È arrivato il momento di cambiare registro, oppure questo sistema nel suo tracollo ci travolgerà come sta facendo in Grecia.

Bisogna cercare di recuperare il buon senso nell'economia e nelle imprese organizzando le comunità, perché se la comunità non si farà carico di quelli che sono le persone che staranno peggio sarà un grande problema nel prossimo futuro.

Quali sono quindi le misure da adottare immediatamente?

Per prima cosa abbiamo introdotto lo SCEC che è un buono locale che consente di mettere fine al drenaggio monetario che la GDO (Grande Distribuzione Organizzata) purtroppo compie. Nel senso che noi produciamo il nostro reddito sul territorio poi andiamo alla GDO che lo sparge nei quattro angoli del mondo. Si comporta praticamente come un grande aspiratore che porta via ricchezza, la quale invece deve restare sul territorio organizzando le attività. Lo SCEC consente inoltre di recuperare le attività artigianali e l'agricoltura.

Un'altra cosa importante è quella di organizzare i comuni all'efficienza energetica per la riduzione dei bilanci. Il consumo energetico è infatti uno dei maggiori costi delle amministrazioni. È calcolato che ristrutturando gli immobili rendendoli efficienti energeticamente, si metterebbero in moto 250 miliardi di euro e si creerebbe circa 1 milione di nuovi posti di lavoro.

Bisogna organizzare le comunità tramite gruppi di acquisto, ad esempio dell'energia elettrica in modo da avere dei prezzi vantaggiosi e lavorare per tagliare le dipendenze con i monopolisti, ad esempio delle telecomunicazioni. Attraverso queste azioni si viene così a sviluppare la solidarietà reciproca e si recuperano i rapporti umani.

Queste sono solo alcune misure che bisogna intraprendere subito per cambiare il sistema e rendere la vita più umana basandola sulla felicità.

Bisogna ritrovare il senso di stare insieme e di aiutarci gli uni con gli altri. In questo momento di cambiamento dobbiamo farlo e affrontare la situazione con consapevolezza e coscienza.

 

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12 agosto 2011


La tonnara sociale

Le 4 principali tematiche macroeconomiche che hanno generato la crisi del 2008 sono: la politica sociale degli Stati Uniti d'America, le conseguenze del WTO, la politica monetaria degli USA e gli effetti della titolarizzazione del debito. Nel precedente articolo abbiamo descritto le prime 2 adesso discutiamo le altre.



- Titolarizzazione del debito
Il montante di massa finanziata in questi ultimi anni è stata talmente imponente che gli istituti di credito sono arrivati a un punto di saturazione, oltre non potevano più erogare. Questo perché vi sono dei quozienti di patrimonio che stabiliscono quanto una banca può prestare in base alle proprie risorse e quando arriva ad essere satura, non può far altro che fermarsi.
Siccome il volano, in termini di erogazione di credito, volava talmente veloce per farlo fermare, le banche si sono inventate le titolarizzazioni, cioè hanno creato dei meccanismi che gli hanno consentito, tramite uno snellimento di bilanci, di continuare a far debito.
Quindi la banca ha creato le titolarizzazioni, non per liberarsi dei titoli tossici, come oggi ci raccontano, ma per continuare ad erogare sempre più credito, perché erogando si guadagna tramite le commissioni e lo spread.
Oggi la migliore rappresentazione degli effetti della titolarizzazione è data da un serpente che si morde la coda, ovvero che si autoavvelena, perché il mercato sta portando a questo tipo di dimensione.






- La politica monetaria degli USA

Dopo il 2001, e cioè dopo la caduta delle Torri Gemelle, si sono verificate le condizioni per cui il mercato sembrava arrestarsi.
Alan Greenspan (ex governatore della FED) abbassando violentemente i tassi di interesse dal 6% all'1% in neanche 2 anni non ha fatto altro che invogliare la gente e le aziende ad indebitarsi perché il denaro costava poco. Nel giro di altri 2 anni, il suo successore Ben Bernanke (attuale governatore della FED), ha iniziato a rialzarli quasi alla stessa velocità, creando così una spaventosa tonnara sociale.
Negli anni di discesa dei tassi coppie giovani, famiglie, padri di famiglie e anche aziende hanno rinegoziato e si sono indebitati, considerando che i piani di ammortamento e di rientro fossero pari a quelli degli ultimi 2 anni. Purtroppo non è stato così, perché quello che è accaduto tra il 2003 e il 2005 è stata un'epoca completamente e se stante e che probabilmente non rivedremo più. In questa rete ci sono caduti tutti, e come i tonni, sono stati percossi.
Tutto ciò ci induce a pensare che questa situazione sia stata voluta ovvero che qualcuno abbia fatto di tutto per far si che la maggior parte della gente si indebitasse per tenerli a vita con il cappio alla gola.
Questo perché quando una persona è indebitata è continuamente sotto pressione, e il continuo terrore di soccombere finanziariamente, perdendo così tutto ciò che ha costruito, lo porta a perdere la serenità. In queste condizioni nessuno ha voglia di controbattere il sistema, di studiare e di informarsi, quindi nessuno ha voglia di togliere alle banche centrali l'egemonia del sistema.

Queste sono le 4 tematiche che, tutte in epoche temporali diverse, adesso stanno producendo delle conseguenze che percepiamo tutti quanti.
Dopo il '29 una delle prime soluzioni che vennero proposte da quasi tutti gli stati per ovviare ai problemi, fu il protezionismo. Oggi però non è più possibile, perché abbiamo un pianeta privo di compartimenti stagni, quindi nessun paese può chiudersi su se stesso. Questo ci fa capire che questa crisi è molto più grave rispetto a quella del 1929.
Nel prossimo articolo spiegheremo le conseguenze che questa emergenza porterà alla nostra economia locale, e quali secondo noi potranno essere le soluzioni applicabili che ci consentiranno di uscirne quasi indenni. Vi anticipiamo che come sempre i nostri politici stanno prendendo decisioni diametralmente opposte e che purtroppo ci stanno portando verso uno scenario argentino.

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5 agosto 2011


Una casa per tutti

Continuiamo la nostra rassegna di articoli cercando di spiegare cosa ha scaturito la crisi del 2008.
Come già annunciato nel precedente articolo (“Un nuovo 1929”) l'attuale scenario economico si è presentato per una spiacevole convergenza, in termini epocali, di 4 variabili macroeconomiche distinte. Queste 4 variabili, verificatesi in momenti di mercato diversi, sono: la politica sociale degli Stati Uniti d'America, le conseguenze del WTO, la politica monetaria degli USA e gli effetti della titolarizzazione del debito. In questo articolo esamineremo le prime 2 cause, partendo da quella più lontana.



- La politica sociale degli stati uniti: La casa per tutti
Per ragioni razziali gli USA hanno una popolazione che è poco omogenea, sempre a rischio di sommosse, tumulti e profondo disagio sociale. Fin dal primo governo Reagan si era stabilito che se un individuo avesse avuto una abitazione, questo scatenava in lui 2 comportamenti sociali: quello di sentirsi ricco e quello di evitare di delinquere. Questo perché avendo una casa, un individuo può pianificare la propria vita (sposarsi, trovarsi un lavoro, ecc.).
Quella di mettere le persone in condizioni di acquistarsi una abitazione, venne così individuata come potenzialità socioeconomica. Come fece lo stato americano a far sì che ciò accadesse? Vennero create 2 agenzie federative, Fannie Mae e Freddie Mac, che si occupavano di erogare e garantire ipoteche nei confronti dell'erogazione di mutui. Lo stato quindi attraverso queste società garantiva i mutui che una banca regolarmente non avrebbe mai potuto dare.
Si è arrivato oggi al punto che circa 1 su 2 dei prestiti ipotecari rilasciati dalle banche, sono garantite da queste aziende.
Nell'estate del 2008 queste società sono state salvate dallo stato USA per due motivi principali: 1) perché altrimenti molti cittadini americani avrebbero perso la propria casa; 2) perché questi mutui americani sono in carico a circa i 3/4 del pianeta.





- Conseguenza sociali del WTO (World Trade Organization)
La crisi che stiamo vivendo parte da qui, cioè da quella scellerata manovra che appoggiarono i grandi del G7. Essa consentì al mondo intero di poter scambiare merci e servizi senza alcuni vincoli, portando a quelle spiacevoli conseguenze che abbiamo conosciuto tutti come le delocalizzazioni produttive.
Perché le delocalizzazioni hanno una diretta conseguenza con la crisi? Perché queste hanno trasferito posti di lavoro tra USA e Europa portandoli nelle due fabbriche del pianeta ovvero Cina e India. Chi occupava questi posti di lavoro, che improvvisamente sono stati polverizzati, si è dovuto reinventare la vita, trasformandosi da lavoratore a tempo indeterminato a lavoratore precario.
Con questo tipo di dinamica, nessuno può pianificare la propria vita.
Si sta interamente frantumando il tessuto socio economico. La gente è costretta a cambiare il proprio stile di vita, non potendo più risparmiare, creando così un disagio sociale legato al fatto di sentirsi inutile, di sentirsi agganciati ai genitori.
Molte coppie giovani con figli a carico, se non sono supportate economicamente dai genitori non riescono a sostenere la propria famiglia.
La possibilità di pianificare la propria vita è stato il segreto del famoso miracolo economico italiano. Infatti, il fatto che 12 milioni di persone tra pubblico e privato hanno potuto contare di un lavoro ben retribuito e certo ha permesso di risparmiare, di indebitarsi con quozienti sensati, di mandare i figli a scuola e mettere così in moto un volano che adesso si sta fermando.
Altra spiacevole conseguenza del WTO è lo sfruttamento delle popolazioni più povere, le quali producono quasi tutte le merci che oggi ci ritroviamo nei nostri negozi, costrette a lavorare a costi bassissimi e in condizioni disumane.
Il WTO però pur portando povertà, ha creato le conseguenze perché questi soggetti, anche se precari, continuassero a consumare finanziando tutti in qualsiasi modo (prestiti al consumo, leasing, ecc.) e ciò sarà la causa di un altro problema che affronteremo più avanti.
Le politiche del WTO stanno adesso investendo anche il settore alimentare, distruggendo così la provenienza e certificazione degli alimenti. Tra un po', se non già da adesso, non sapremo più cosa mangiamo.

Ci siamo limitati per adesso a descrivere le prime 2 variabili macroeconomiche, ma già lo scenario appare inquietante. Nel prossimo articolo analizzeremo le restanti 2 variabili e cercheremo di tirare qualche conclusione in merito al momento storico che purtroppo siamo costretti ad affrontare.

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29 luglio 2011


Un nuovo 1929

Il 24 ottobre del 1929 le borse del pianeta crollarono. Quali differenze ci sono tra la crisi del 1929 e quella del 2008? È determinante saperlo per cercare di prevedere cosa ci aspetta nei mesi successivi.
Bisogna subito precisare che ci sono differenze sia in termini storici che strutturali.



Nel 1929 la crisi fu generata principalmente da 2 cause, analizziamole una alla volta.

1) La prima causa fu dovuta al fatto che le banche prestavano denaro per acquistare titoli. Si creò così un volano sperequativo in cui le azioni delle aziende quotate in borsa salivano e il risparmiatore non faceva altro che farsi “prestare” i soldi dalla banca per comprare il titolo oggi e rivenderlo domani nella consapevolezza che questo si sarebbe apprezzato.
La banca prestava l'intero importo dell'operazione poiché aveva la garanzia dell'azione.
Si verificarono però delle situazioni di mercato in cui la liquidità dei titoli fu talmente elevata che le banche furono costrette a chiudere di ufficio le posizioni, perché vi era il rischio che il prestito che era stato concesso non potesse più essere ripagato. Il crollo fu così imminente che molti risparmiatori si ritrovarono ad aver acquistato a debito azioni per un valore di $ 50.000 ma che dopo il crollo, pur smobilitando la posizione, riuscirono a ricavare solo $ 40.000 ritrovandosi così scoperti di $ 10.000
Quei soldi però le banche li avevano prestati non riuscendo così a rientrare il capitale investito, ecco perché molti istituti di credito fallirono.
Tra questi però quelli che crollarono non furono i grandi istituto di credito, ma al contrario furono le piccole banche le quali vennero poi acquisite dai grandi istituti in quanto sottocapitalizzate. Questa situazione portò così ad un assalto da parte dei correntisti agli sportelli bancari, nella speranza di ritirare tutto il denaro contante per salvarlo dal fallimento delle banche.


2) La seconda causa fu dovuta alla salita dei titoli azionari. Perché le azioni prima del 1929 prendevano sempre valore?
Tutto ciò fu dovuto alla esplosione economica che venne messa in essere grazie ai processi di industrializzazione di Henry Ford. L'automobile aveva creato un volano sperequativo fenomenale perché aveva generato una ricchezza che si espandeva e toccava tutti i settori: edilizio, gomme, tessuti, vetri, metalli e tutte le attività del terziario.
Le borse salivano perché si considerava che questa espansione fosse inarrestabile. Purtroppo non fu così perché l'espansione economica non riuscì a trasmettersi anche nei livelli di redditi. Quindi si arrivò che anche il piccolino che aveva il suo lavoro, andò in saturazione finanziaria, cioè non era in grado di cambiare l'automobile o qualsiasi altra cosa con la velocità che il sistema immaginava creando così quel vortice che avrebbe dovuto autogenerare ricchezza.
Tutto cominciò quindi dall'industria automobilistica statunitense che creò questa ondata di ricchezza in termini reali che si ripercosse in borsa, e come sempre, la storia della civiltà umana è legata da due sentimenti: avidità e paura. Avidità di guadagnare e paura di perdere. Questo creò prima il picco di salita e poi il picco di discesa. La storia si ripete ed è quello che sta succedendo anche adesso.
Quello che però forse pochi sanno è che l'inquietante periodo di depressione economica dopo il crash, portò 4 anni di pesantissima contrazione di fatturati, disoccupazione e inflazione galoppanti, che colpirono lo stile di vita e il benessere non solo degli americani ma anche di tutte le altre popolazioni legate all'economia statunitense.
Quel periodo di forte depressione fu superato grazie ad un intervento da parte del governo di Franklin Roosevelt, il quale varò il piano New Deal che prevedeva interventi statali da proporzioni impensabili per quei tempi, che non fece altro che rigenerare e rimettere in moto una macchina che si era inceppata.
Da questa breve cronologia dei fatti, possiamo subito capire che c'è stata una differenza sostanziale tra il 1929 e il 2008. Ecco perché quello che noi oggi ci troviamo ad affrontare non è un altro 1929 ma un nuovo 1929. Lo capiamo dal fatto che le azioni in borsa in questi anni le hanno acquistate pochissime persone e dal fatto che alcune aziende, grazie a fenomeni di delocalizzazione, hanno vantato aumenti degli utili notevoli.
Come siamo arrivati a questa nuova crisi lo vedremo in dettaglio nel prossimo articolo in cui spiegheremo le 4 macrocause che ci hanno portato a questa depressione economica e capiremo che non siamo difronte ad una crisi ma ad una vera e propria emergenza sociale.


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7 luglio 2011


L'economia del debito

In questa serie di articoli che pubblicheremo, cercheremo di spiegare come funziona, o meglio non funziona, la nostra economia.
Cercheremo di rendere chiare a tutti, anche ai meno esperti del settore, quali sono state le cause che hanno innescato questa violenta recessione manifestatasi nel 2008 e ancora in essere.
Cercheremo di spiegare che questa non è una crisi economica, come ce la vogliono presentare, ma una vera e propria emergenza sociale.

Cosa sta accadendo al mondo? O meglio, cosa sta accadendo all'umanità? Questi sono quesiti che ci sentiamo ripetere spesso dalle persone più avanti con l'età e che ricordano come vivevano loro 50 anni fa. Spesso ci sentiamo dire “Noi non avevamo niente ma eravamo più felici, la vita era più tranquilla, oggi c'è troppa frenesia”.
Vi siete mai chiesti il perché oggi la vita è più frenetica? Perché corriamo sempre più per pagare bollette, tasse, rate di mutui e per cercare di accumulare ricchezza?
Se ora qualcuno vi dicesse che tutto ciò non è frutto del caso o dell'egoismo dell'uomo, ma è un sistema che è stato creato appositamente, cosa pensereste?
L'economia attuale” - riprendendo le parole di Pierluigi Paoletti nel suo ultimo ebook distribuito gratuitamente “L'Economia per l'Umanità” - “è costruita come un grande imbuto o un piano inclinato sul quale qualsiasi ricchezza che viene creata, inevitabilmente scivola fino a finire in un punto ben determinato.
Il sistema odierno si fonda sullo squilibrio che viene sapientemente creato e mantenuto con cura maniacale per essere sfruttato al momento giusto, per approvvigionarsi di materie prime e sfruttare manodopera a basso costo, per avere sempre una produzione a costi inferiori, conseguendo così vantaggi incolmabili e sempre maggiori rispetto agli altri attori del mercato.

Ma entriamo più nel dettaglio cercando di spiegare come avviene tutto ciò.





Sempre dall'ebook di Paoletti si legge “Lo strumento usato per creare questi necessari squilibri è il debito infinito. Uno strumento che getta l’intera umanità, per il solo fatto di partecipare al suo gioco, dentro l’incantesimo della scarsità, facendola confrontare ogni giorno con le sue più profonde paure e fragilità, trasformando quello che potrebbe essere un paradiso in un inferno e soprattutto riducendola in schiavitù; una schiavitù moderna senza sbarre o costrizioni fisiche, ma forse per questo più dolorosa e difficilissima da smascherare.
Il principale protagonista di questo macabro scenario è il denaro. Questo infatti non è utilizzato come mezzo per semplificare gli scambi, ma viene considerato come merce e il suo prezzo è il tasso di interesse. Ora sappiamo benissimo che una merce per avere una domanda sempre più elevata e un costo sempre più elevato, deve essere rara. Questo è proprio ciò che avviene con il denaro, il quale è reso scarso proprio per aumentarne il prezzo, ovvero il tasso di interesse.
Il debito, come ben sappiamo, richiede però sempre qualcosa in più rispetto a quanto si è avuto, se poi il denaro in circolazione è scarso ecco che noi ci troviamo sempre più in affanno per onorare i nostri debiti e ci trasformiamo in essere disumani.
Per coloro che si affacciano a questa visione per la prima volta, il panorama, che si presenta quando ci si toglie gli occhiali del sistema è desolante: la vita di ognuno è diventata una continua rincorsa per reperire con sempre più fatica la nostra dose di interessi e questo comporta una rinuncia continua a pezzi importanti del nostro essere. Niente più tempo libero, letture rigeneranti, affetti sempre più trascurati e bambini che sono diventati un lusso che crescono con estranei e apparecchiature elettroniche, tv, giochi, cuffiette ecc.; si vede l’altro come un nemico che è pronto a toglierti il denaro necessario per gli interessi e la vita è diventata una continua ed esasperante lotta per la sopravvivenza.
Tutti si devono guardare le spalle da tutti, sempre e in tutti i campi e c’è sempre meno spazio per la cultura, la poesia, l’arte e la fantasia e soprattutto l’amore.
Insomma non è un’esagerazione se diciamo che ci hanno rubato l’anima !
A questo punto qualcuno si starà chiedendo: “Ma io ora cosa posso fare?”
Ognuno si deve impegnare a costruire un nuovo modello in cui l'economia serva solo per garantire a tutte le persone ciò di cui hanno bisogno. Una economia fondata sull'uomo e non sul profitto.
In quest'ottica è nato lo SCEC (Solidarietà ChE Cammina), ovvero una riduzione di prezzo che liberamente gli associati ad Arcipelago SCEC decidono di “donarsi” reciprocamente.
Con questo meccanismo dello sconto viene arginato il drenaggio di ricchezza messo in atto dalla GDO (Grande Distribuzione Organizzata).
Fondamentale è però spostare il fabbisogno alimentare della comunità dalla GDO alle merci locali, creare una visibilità ed un sistema distributivo e soprattutto attivare quella coesione sociale fra le persone che il sistema attuale ha sistematicamente distrutto per meglio operare.
Il settore della produzione agroalimentare insieme all’artigianato è quello più interessato dal riequilibrio delle economie locali. Due settori strategici e spina dorsale di qualsiasi economia, da cui dipende molto della indipendenza di una comunità che oggi sono stati lasciati a se stessi ed in balia di un fantomatico “mercato” che non ha più regole ne confini, con il rischio concreto di estinzione.
Salvare l’artigianato, l’agricoltura e la biodiversità dei nostri territori, fra le più elevate al mondo, è salvare noi stessi, le nostre radici e le generazioni future.

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6 luglio 2011


SCEC: la Guardia di Finanza è al corrente dell'iniziativa

Il comitato Polignano R-Evolution, espressione del Movimento 5 Stelle a Polignano a Mare si è recato presso il comando della Guardia di Finanza di Monopoli, mettendo al corrente il comandante dell'iniziativa che sta prendendo piede a Polignano a Mare riguardo l'accettazione e lo scambio, da parte degli esercenti associati, di buoni sconto SCEC.

Al comandante è stato reso noto l'interpello che l'associazione Arcipelago SCEC ha fatto all'Agenzia delle Entrate e della relativa risposta della stessa, che conferma la legittimità di tutta l’operazione .

Nel caso in cui qualche militare della guardia di finanza dovesse richiedere maggiori informazioni agli esercenti, questi possono contattare il ns. comitato che interverrà mostrando tutta la documentazione necessaria.
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23 giugno 2011


Presentazione SCEC

Martedì 28 giugno alle ore 15.30 presso la sede del CNA presenteremo l'iniziativa SCEC.
Siete tutti invitati a partecipare.



L'iniziativa “SCEC” mirerà a risollevare l'economia locale oramai messa alle strette dalla continua crisi economica.
Il progetto si muove perseguendo un principio cardine: riportare gli investimenti sull’economia reale agevolando il consumo di ciò che noi stessi produciamo. E lo fa introducendo in circolazione un abbuono, lo SCEC che rappresenta il “simbolo concreto di un patto, stretto fra persone comuni, imprese commerciali, artigiane ed agricole, fra professionisti ed Enti locali, al fine di promuovere localmente lo scambio di beni e servizi accettando una riduzione percentuale del prezzo rappresentata dagli ŠCEC”.
Parlando in termini concreti, ciascun cittadino può usufruire di SCEC, che possiamo paragonare a buoni sconto, e per averli è sufficiente iscriversi (non costa nulla) alla piattaforma on-line di Arcipelago SCEC (www.scecservice.org) e ritirare un blocchetto di 100 SCEC dal Punto SCEC abilitato a distribuirli.
Sostanzialmente sono emessi ŠCEC del taglio di 0,50 – 1,00 – 2,00 – 5,00 – 10,00 – 20,00 – 50,00.
Facciamo un esempio. Se spendiamo 20,00 euro, con 10% di accettazione da parte del commerciante, potremo pagare il bene acquistato con 18,00 euro + 2,00 ŠCEC. Questi due SCEC poi saranno reimpiegati dal commerciante per le sue spese e così via.
Interverrà uno dei fondatori dell'Arcipelago SCEC, il Sig. Giuseppe Sblano che illustrerà il funzionamento e i modi di attuazione dell'iniziativa.
Mi raccomando non mancate!

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20 giugno 2011


Intervista: Riflessioni risultati Referendum 12 e 13 giugno

Pubblichiamo l'intervista rilasciata al settimanale "La voce del Paese" il 17.06.2011 in seguito ai risultati dei Referendum del 12 e 13 giugno.

- Una vostra opinione sulla vittoria del quorum e dei SI al referendum

E' stata una vittoria bellissima, una maratona emozionante. La paura era per il raggiungimento del quorum perché dopo l'oscuramento delle TV e dei giornali era dura raggiungere il 50%+1 dei voti specialmente a giugno. Invece la gente ha dimostrato un grande senso dello stato, finalmente abbiamo visto il popolo decidere della propria sorte.
Del fatto che vincessero i Sì eravamo molto convinti perché se a una persona gli chiedi: Vuoi che l'acqua sia pubblica? Vuoi che non vengano costruite centrali nucleari? Vuoi che la legge sia uguale per tutti? È normale che rispondano Sì.

I partiti non tollerano i referendum (l'unica forma di democrazia diretta) ed hanno fatto di tutto per sabotarli, per questo il MoVimento 5 Stelle cercherà di introdurre il referendum sia abrogativo e sia propositivo senza quorum (chi non vota conta zero), come riportato nel suo Programma.





- Secondo voi chi ha vinto realmente?

La vittoria è stata della rete, è stata della gente. Per la prima volta nella storia si è visto come la rete possa muovere così tante coscienze.

Poi il grande lavoro dei movimenti come il Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua oppure il Movimento No Nucleare o ancora l'ottimo lavoro svolto da Greenpeace. Hanno allestito centinaia di banchetti reali, firme, convegni, volantinaggi, flashmob, video, canzoni e brocche di acqua del rubinetto!

Sono stati derisi da tutti i partiti quando hanno lanciato la raccolta delle firme, ed ora proprio quei partiti vogliono salire sul carro dei vincitori, ma loro lo sanno bene che quel carro non gli appartiene.

Oggi dinanzi a tutti mass-media, soffrendo di una certa amnesia, si sono dimenticati di quando parlavano di privatizzazioni e di atomo sicuro, ma la rete per fortuna ha il pregio di non dimenticare.




Come si fa a dimenticarsi delle affermazioni pro nucleariste di Fini: “Il problema della sicurezza nucleare va al di là dei confini nazionali. Ci sono centrali in Slovenia e in Francia e se lì ci fossero dei disastri colpirebbero anche noi. Da più parti inoltre ho letto che le centrali giapponesi non sono di ultimissima generazione. In Italia si parla di centrali nucleari di ultimissima generazione. Il mio auspicio è che non si decida sull'onda dell'emozione” o di Casini: “Sarebbe il caso che il governo passasse dalle parole ai fatti altrimenti tra dieci anni saremo ancora fermi a discutere”.

E le affermazioni del Pdmenoellino Bersani che ha spiegato come l'acqua "per forza" non va bene, ma l'acqua privatizzata "per volontà" dei pubblici amministratori è più buona.

Ed infine proprio oggi, in seguito alla segnalazione del Comitato 2 Sì per l'Acqua Bene Comune, assistiamo a come il Governo Regionale con il Presidente Vendola abbia tradito il risultato elettorale lasciando l'Acquedotto Pugliese una società per azioni non in grado, fra l'altro, di garantire l'erogazione gratuita del minimo vitale e, quindi, il diritto all'accesso all'acqua potabile.

http://www.go-bari.it/notizie/attualita/2832-acqua-referendum-tradito-dalla-legge-regionale.html

Come possiamo vedere i partiti vogliono ora appropriarsi di questa vittoria, ma non ci riusciranno mai perché la gente è oramai stufa di essere rappresentata da questi comitati d'affari che siano di destra, di centro o di sinistra.


- Anche Polignano ha partecipato, nonostante il problema calamità. Secondo voi ha vinto il centrosinistra che ha mobilitato i polignanesi alle urne?

L'affluenza a Polignano è stata del 54,3% e questo ci fa capire come anche nella nostra cittadina si respiri un'aria di cambiamento. La gente è stufa di questi partiti che sono lontani dai cittadini e dai loro problemi.

Ma dov'era la sinistra quando abbiamo tenuto la conferenza sull'acqua pubblica il 10 marzo? E a quella sul nucleare il 28 aprile? Nessun esponente era presente!

Poi a 1 mese e mezzo dal voto si sono svegliati ed hanno organizzato un Comitato per il Sì al quale anche noi abbiamo partecipato dato che il Comitato stesso si dichiarava apolitico.

Attraverso il comitato abbiamo avanzato una “Proposta di modifica e integrazione dello Statuto comunale per il riconoscimento del servizio idrico come servizio pubblico privo di rilevanza economia” che è nelle mani dei consiglieri comunali di opposizione che devono protocollarla per i prossimi consigli comunali. Noi vigileremo affinché tutto ciò accada.

Ribadiamo quindi che la vittoria di questo referendum è dei cittadini e tale deve rimanere, non abbiamo bisogno di strumentalizzazioni politiche, perché i partiti oramai sono morti e non rappresentano più la volontà dei cittadini.


- Quale, ora, il passaggio successivo al referendum?

Ora il passaggio successivo è quello di restituire al pubblico la gestione dell'acqua sottraendola alle varie Veolia, Suez e Smat. Tutto ciò però non sarà facile, come si è già dimostrato oggi a seguito del Consiglio Regionale di cui abbiamo parlato prima. Come sempre avviene purtroppo fatto il referendum, trovato l'inganno!

Quello dell'acqua però include una rivoluzione anche nel modo di utilizzarla, perché pensare che si risolvano tutti i problemi solo rendendola pubblica è sbagliato. Va quindi rivisto completamente il ciclo di utilizzo dell'acqua e noi nella conferenza del 18 dicembre 2010 esponemmo il nostro programma a riguardo che possiamo riassumere nei seguenti punti:




1. L'acqua deve rimanere pubblica.
2. Definire una quantità pro-capite giornaliera minima gratuita e far pagare il surplus a costi crescenti in relazione alla crescita dei consumi.
3. Nelle nuove costruzioni e nelle ristrutturazioni: obbligo del doppio circuito, acqua potabile per gli usi alimentari e non potabile per gli altri usi, obbligo di usare l’acqua piovana per gli sciacquoni.
4. Obbligo del recupero delle acque piovane in vasche di accumulo.
5. Incentivazione, dovunque sia possibile, degli impianti di fitodepurazione.
6. Ristrutturazione della rete idrica per ridurne le perdite, con gare d’appalto che consentano di trasformare i risparmi sui costi di gestione in quote d’ammortamento degli investimenti.
7. Rilevazione semestrale inquinamento corsi d'acqua nel territorio comunale con eventuale denuncia alle autorità competenti.
8. Obbligatorietà di adozione dei depuratori (in assenza di rete fognaria) nelle abitazioni civili e nelle aziende con possibile contributo economico comunale.
9. Promozione uso acqua potabile comunale (vedi iniziativa “Imbrocchiamola”).
10. Promozione detersivi a basso livello di inquinamento.

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13 giugno 2011


Acqua Pubblica - doppia faccia???

Il movimento Polignano R-Evolution ricorda ai rappresentati locali del PDmenoelle, IDV e Verdi che si sono impegnati con tutto il "COMITATO PER IL SI" a proporre in consiglio comunale con i propri rappresentanti la "Proposta di modifica e integrazione Statuto comunale per il riconoscimento servizio idrico come servizio pubblico privo di rilevanza economica".

Abbiamo consegnato il testo della proposta nelle mani del referente del comitato il rag. Menna




DOVE E'ANDATO A FINIRE???

PS: Ecco i consiglieri comunali appartenenti al "COMITATO PER IL SI" :

Sig. Mario MAZZONE - PD
Rag. Domenico VITTO - PD
Sig. Angelo FOCARELLI - PD
Sig. Saverio TEOFILO - Italia dei Valori
Dott. Domenico LOMELO - I Verdi


fonte : http://www.comune.polignanoamare.ba.it/index.php?id=0|1&idS=59

Immaginiamo già quali saranno i commenti che ci arriveranno dopo questo post:
populisti, demagoghi, antipolitici, qualunquisti, perbenisti...ecc

Noi lo sappiamo, ma sull'acqua pubblica non si transige.
Vigileremo finchè non si passerà dalle parole ai fatti.
Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?) noi neppure!



--------- Ecco la proposta di modifica allo statuto comunale ----------



Comune di Polignano a Mare
Provincia di Bari


OGGETTO: MODIFICA ALLO STATUTO COMUNALE


IL CONSIGLIO COMUNALE

DELIBERA


1) di modificare lo statuto comunale del Comune di Polignano a Mare con il seguente testo:

Definizione dei servizi pubblici comunali privi di rilevanza economica

Il Comune di Polignano a Mare dichiara di:

Riconoscere il diritto umano all’acqua, ossia l’accesso all’acqua come diritto umano, universale, indivisibile, inalienabile e lo status dell’acqua come bene pubblico;

Confermare il principio della proprietà e gestione pubblica del servizio idrico integrato e che tutte le acque, superficiali e sotterranee, anche se non estratte dal sottosuolo, sono pubbliche e costituiscono una risorsa da utilizzare secondo criteri di solidarietà;

Riconoscere che la gestione del servizio idrico integrato è un servizio pubblico locale privo di rilevanza economica, in quanto servizio pubblico essenziale per garantire l’accesso all’acqua per tutti e pari dignità umana a tutti i cittadini, e quindi la cui gestione va attuata attraverso gli artt. 31 e 114 del d.lgs. N° 267/2000”;

2) di approvare, altresì, il testo unificato dello statuto comunale;

3) di dare atto che, ad esecutività avvenuta, lo statuto sarà pubblicato nel BURT, affisso all'albo pretorio per trenta giorni consecutivi ed inviato al Ministero dell'Interno per essere inserito nella raccolta ufficiale degli statuti.

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10 giugno 2011


L'Amianto dopo la Tempesta

La violenta grandinata che l’8 Giungo scorso si è abbattuta sul nostro territorio ha lasciato in eredità una serie di danni, fortunatamente solo materiali, più o meno gravi con effetti che si ripercuoteranno negli anni futuri.

Se da un lato i danni maggiori si sono registrati in agricoltura, come avviene quasi sempre in questi casi, ricadendo come logica conseguenza sul resto del economia polignanese, non possono essere trascurate alcune situazioni di pericolo per l’intera popolazione.
Una di queste situazioni di pericolo è rappresentata dai famigerati pannelli di eternit (amianto) ancora presenti nel nostro paese, e seriamente danneggiati dalla grandinata.
L’esempio concreto di quanto detto è rappresentato dalla tettoia della stazione ferroviaria del nostro paese, ma di situazioni simili ce ne possono essere svariate.




Tralasciando la constatazione che forse quei pannelli andavano rimossi al momento del rifacimento qualche anno fa della stessa stazione ferroviaria, allo stato attuale il pericolo è aumentato; la motivazione è tanto semplice quanto semplice dovrebbe essere la risposta dei responsabili del manufatto: la grandine ha danneggiato, bucando e forando i vari pannelli, con la conseguente liberazione nell’aria delle fibre di amianto, e con il passare del tempo gli stessi pannelli saranno ulteriormente disgregati dagli agenti atmosferici e diffusi nell’aria circostante, incrementando la pericolosità e i rischi connessi per la salute umana.

Considerando che la stazione è frequentata ogni giorno da numerosi pendolari, e nei mesi estivi da molti turisti, e tenendo conto delle varie attività presenti nei paraggi (mercato ortofrutticolo, scuola, parco giochi) si può ben capire come il rischio diventi elevato per la nostra cittadina.

Senza dilungarci in questa sede in spiegazioni tecniche, l’augurio è che ci sia un pronto intervento di bonifica del luogo, e magari una più oculata gestione del territorio e dei suoi rischi ambientali; inoltre con gli effetti che si manifestano a distanza di anni si corre l’ulteriore rischio di sottovalutare queste situazioni: per questo dovrebbe essere la popolazione a prendere una netta posizione a riguardo, a farsi sentire dalle autorità e a controllare costantemente i luoghi in cui si vive…non fosse altro che ci va di mezzo la nostra salute.





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9 giugno 2011


Gli ŠCEC sbarcano a Polignano a Mare

Negli ultimi anni stiamo assistendo all’impoverimento delle economie locali: le piccole attività industriali, artigianali, commerciali e contadine, una volta il fulcro della vita economica del nostro territorio, si stanno inesorabilmente spengendo.
Le cause vanno ricercate essenzialmente in due fattori:

1. Il meccanismo di emissione della moneta ufficiale – ogni Euro emesso dalla Banca Centrale o prestato dal sistema bancario crea un debito per la collettività o per il singolo. Lo Stato è fortemente indebitato con la Banca Centrale (il debito pubblico è circa 1800 mld di euro) e le famiglie sono sempre più indebitate con il sistema bancario.
2. La grande distribuzione, oggi quasi totalmente in mano a multinazionali estere, drena continuamente ricchezza dal territorio e questa ricchezza non viene reinvestita localmente; le loro politiche di vendita diventano ogni giorno più aggressive.




L’obiettivo del progetto “Arcipelago SCEC” è quello di invertire questo processo e rivitalizzare l’economia locale, attraverso l’adozione di un Buono Locale SCEC (la Solidarietà ChE Cammina), di pari valore all’euro, non convertibile, che si affianchi alla valuta ufficiale.Questo progetto nasce grazie alla collaborazione tra economisti, analisti finanziari indipendenti, commercialisti, imprenditori e semplici cittadini, che hanno formato una squadra con l’intento di mettere al servizio di tutti la loro professionalità, open source.



Lo Scec è il simbolo concreto di un patto, stretto fra persone comuni, imprese commerciali, artigiane ed agricole, fra professionisti ed Enti Locali, al fine di promuovere localmente lo scambio di beni e servizi accettando una riduzione percentuale del prezzo rappresentata dagli ŠCEC. Un passo indietro del singolo a beneficio dell’intera comunità locale

Quale differenza c’è fra lo Scec ed una comune carta sconto???


- Gli Scec sono gratuiti!

- Gli Scec vengono messi in circolo! (poiché coloro i quali li ricevono, professionisti, commercianti ecc…possono a loro volta riutilizzarli)

- La pubblicità degli Scec sei Tu!

Sei un privato? Richiedi i tuoi primi 100 Scec!!!
Sei un professionista, imprenditore piccolo o grande? Entra nel circuito Scec!!!
Ecco tutte le info utili:

Il Volantino

Come utilizzare gli Šcec

Conto Scec: un vero e proprio conto corrente on line, per una migliore fruibilità degli Scec.

Dove spendere gli Scec

La mappa degli accettatori di Scec in Puglia

Disponibile anche la vetrofania per gli esercizi commerciali ed un cartello dove è possibile indicare la % di accettazione.

Per il resto, non esitate a chiedere!





Scrivi a polignanorevolution@gmail.com e ti metteremo in contatto con gli attivisti di Arcipelago Scec.
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20 maggio 2011


Intervista: Movimento 5 Stelle e le elezioni

Pubblichiamo l'intervista rilasciata al settimanale "La voce del Paese" il 19.05.2011 in seguito ai risultati ottenuti dal Movimento 5 Stelle nelle elezioni amministrative



- In diversi comuni d'Italia, soprattutto nelle grandi città, il movimento 5 stelle è la vera rivelazione. Peggio è andata nei comuni limitrofi, vedi Noicattaro e Casamassima. Che ne pensa? Come mai?

Nel centro-nord indubbiamente il Movimento 5 Stelle ha avuto maggior successo e questo un po' lo sapevamo. Al sud la battaglia è molto più difficile. Purtroppo c'è ancora molto voto di scambio e la rete in molti paesi è ancora inefficiente.

La gente deve capire che se un politico ti promette qualcosa, in quello stesso momento ti sta rubando i diritti.

In Puglia il Movimento 5 Stelle si è presentato in 2 comuni: a Casamassima solo il 2,34% a causa del fatto che il Movimento si è creato solo da qualche mese e non ha avuto il tempo di farsi conoscere; a Nardò si è raggiunto il 10,39% che è un ottimo risultato se rapportato altre realtà del sud (vedi Napoli o Salerno).

Quindi Puglia il Movimento 5 Stelle si è affacciato da poco, ma è in forte crescita.



- Quali altre attività intendete portare avanti per Polignano? come si traduce l'idea del bus a idrogeno?

Per Polignano abbiamo tantissime idee. Dopo aver lanciato le iniziative "Imbrocchiamola" e "Bus navetta a Idrogeno", è imminente il lancio di un'altra iniziativa che mirerà a risollevare un po' l'economia locale.

Bisogna capire che sono i piccoli imprenditori quelli che sostengono l'economia del nostro paese (vedi negozi di alimentari, macellerie, pescherie, negozi di oggettistica, agricoltori ecc.) e sono questi soggetti che bisogna tutelare maggiormente in questo momento di crisi.

Inoltre l'iniziativa andrà a tutto vantaggio dei cittadini in quanto porterà ad un aumento del potere d'acquisto delle famiglie.

Per quanto riguarda i Bus a idrogeno, stiamo lavorando costantemente con il Prof. Conenna. Presto presenteremo un business plan dettagliato alla cittadinanza e lanceremo l'azionarato popolare.

Speriamo di introdurre i 2 bus prima di luglio in modo da poter trarre maggiore vantaggio per i mesi estivi, mesi in cui la mobilità di Polignano va in tilt.




- Come si sta organizzando il movimento locale per le prossime amministrative?

Noi non pensiamo alle prossime amministrative, noi pensiamo al presente. Il nostro programma, le nostre idee sono in rete da tempo, cerchiamo solo di attuarle.

Il MoVimento è formato da cittadini attivi che sono stufi di questo modo di fare politica e vogliono rendersi partecipi nelle scelte del proprio paese. Quindi solo se ci sarà la maturità della gente, il MoVimento potrà presentare una propria lista civica per concorrere alle prossime elezioni.



- Temete il flop di alcuni comuni limitrofi in questa tornata elettorale? cosa farete per acquisire voti in un sistema dove tutto appare già scritto e deciso?

La recente tornata elettorale ci insegna che niente è “già scritto e deciso” i voti sono dei cittadini, fino a prova contraria liberi di scegliere di volta in volta da chi farsi rappresentare e non proprietà privata dei partiti.

Gli elettori a 5 Stelle, sono generalmente persone che senza di noi avrebbero messo una fetta di mortadella nella scheda con su scritto: “vi siete magnati tutto, magnateve anche questa!”. Persone che tornano in cabina elettorale a votare col sorriso e non col naso tappato per mettere una sofferta croce sul “meno peggio”. Per la democrazia acqua fresca che argina l’astensione e non anti-politica, semmai anti-mala-politica.

Noi non temiamo nessun flop. La gente deve capire che è arrivato il momento di scendere in campo in prima persona. Le deleghe non servono a niente. Ogni cittadino deve rendersi partecipe della cosa pubblica, altrimenti nessuno farà i suoi interessi!

I cittadini capolista del Movimento 5 Stelle che sono entrati nei comuni, saranno il terminale di un network, guarderanno, porteranno fuori, metteranno in Rete tutti i giochini che il comitato di affari PDL-PD-meno-elle fa, metteranno in Rete nomi, cognomi, dove vanno a finire i soldi, le priorità della spesa pubblica e tutti i documenti pubblici saranno veramente resi pubblici e saranno divulgati attraverso la Rete.

E' la rivoluzione della politica. E' il cittadino che entra di diritto nel proprio comune.

In più, sono un punto dentro il Comune della rete, quindi tutti i progetti sono fatti insieme, con la gente. Partecipazione dal basso.

Ci stiamo impegnano e stiamo portando avanti iniziative concrete, proprio per far vedere alla gente che si possiamo raggiungere risultati fantastici collaborando tutti insieme.

Questo è secondo noi il modo di fare politica e se la gente capisce tutto ciò i voti verranno da se.

Noi non ci accomuneremo con nessuno, perché destra, sinistra, centro sono uguali in tutto. Noi siamo oltre.

Chiunque fosse interessato al progetto può contattarci, siamo sempre alla ricerca di menti attive.
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10 maggio 2011


Referendum: No al Nucleare

Il comitato di affari PDL e PD-meno-elle ha deciso che il nucleare si deve fare.
Il futuro economico, energetico, industriale dell'Italia è legato al nucleare.
I media(o medium) si sono subito allineati, sanno che l'opinione pubblica è contraria.
Noi nella nostra conferenza tenutasi il 28 aprile a Polignano a Mare, abbiamo dimostrato grazie ad un esperto internazionale, il Prof. Nicola Conenna, che il nucleare non è per niente conveniente. E' stato facilissimo.
Nucleare? No grazie, meglio le alternative!!


Il 12 e 13 giugno 4 SI per l'acqua bene comune, per abrogare il nucleare e per abrogare il leggittimo impedimento !!!

Nel 1987 venti milioni di italiani hanno votato un referendum contro il nucleare.

Nessun partito vuole i referendum. Hanno cercato di ucciderlo in culla con il mancato accorpamento alle elezioni amministrative che ci costerà 400 milioni di euro. E' evidente che con l'accorpamento ci sarebbe stato il quorum e la fine del nucleare, l'acqua pubblica e l'abolizione del legittimo impedimento.
Era scontato che il Pdl votasse contro l'accorpamento, ma non che lo facessero il Pdmenoelle con 10 assenze e l'Italia dei Valori con 2 assenze e che un deputato del Partito Radicale, Marco Beltrandi, votasse contro.
Uno solo di questi voti e i referendum sarebbero GIA' VINTI.

Ci sono molti comuni denuclearizzati in Italia, comuni sovversivi, sobillatori, pericolosi organizzatori di energie alternative. Ma non sono ancora abbastanza.
Chiediamo al sindaco di esporre il cartello: "Comune denuclearizzato" sotto il "Benvenuti a Polignano a Mare".
Sarebbe il miglior benvenuto per chi lo visita.
Stiamo proponendo tramite il Comitato per il SI di modificare lo statuto comunale dichiarando l'acqua un bene pubblico e il comune di Polignano a Mare denuclearizzato.
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