15 luglio 2017


Intervista rilasciata a "La Voce del Paese" il 14.07.2017


1) Avete riportato in auge il tema mafia. Vogliamo dire con chiarezza. La mafia ha messo i suoi tentacoli qui a Polignano, sul nostro tessuto economico e sociale? Si o no? C'è traccia?
Noi abbiamo riportato solo i fatti. Il 15 marzo 2016 c’è stata l’operazione “Do ut des”, eseguita dalla squadra mobile di Bari, che ha colpito il clan Parisi e che ha portato ad un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 25 persone, ivi compreso Savino Parisi e suo figlio Tommy. Dalle intercettazioni di quella operazione, Donato Catinelli (detto “U Sconvolt”) sarebbe stato indicato come il “referente” del clan Parisi nel territorio di Polignano a Mare. In una intercettazione diffusa dalla polizia, infatti, è possibile ascoltare Michele Parisi, in un dialogo, rivolgersi a Catinelli invitandolo a prendere in controllo di quella zona “Menati là e prendi tutto in mano a Polignano”. Ora, l’intercettazione risale al 2012 mentre l’operazione della polizia al 2016. Cosa è accaduto in questi 4 anni? Quali azioni ha messo in campo l’Amministrazione comunale per evitare eventuali infiltrazioni mafiose? Questo è quello che abbiamo chiesto più di un anno fa a Vitto ma non abbiamo mai ricevuto risposta. Intanto, la Gazzetta del Mezzogiorno, come potranno leggere i suoi lettori dal comunicato che le abbiamo inviato e che ci auguriamo venga pubblicato, ha riportato nuove notizie riguardanti le possibili infiltrazioni mafiose sul nostro territorio e contenute nella “Relazione annuale della Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo sulle attività svolte dal Procuratore nazionale nonché sulle dinamiche e strategie della criminalità organizzata di tipo mafioso nel periodo 1° luglio 2015 – 30 giugno 2016”.

2) Avete riscontrato casi di affiliati polignanesi, o persone in qualche modo conniventi?
Basta leggere l’ultima relazione della DNA per capire la capacità dei gruppi criminali di infiltrarsi in maniera silenziosa. Ecco quanto riportato proprio in merito all’operazione Do Ut des: “Le indagini hanno documentato il capillare e sistematico controllo del territorio operato dal clan in questione, attraverso la gestione in situazione di monopolio, di numerose attività illecite; ma, soprattutto, attraverso l’infiltrazione all’interno dei cantieri edili. Attraverso intimidazioni e minacce, il clan è riuscito ad imporre la sua presenza e il suo dominio nelle imprese in maniera silente o, come espressamente affermato da un affiliato in una intercettazione, "in maniera pulita”, condizionando totalmente le scelte aziendali, imponendo ditte di fiducia o addirittura “imprese mafiose”; determinando indirettamente anche i prezzi di forniture e opere, sulle quali poi pretendevano una percentuale, secondo un preventivo accordo”.

3) Quale reazione vi aspettate dall'amministrazione locale? Cosa dovrebbero e potrebbero fare gli amministratori locali?
Più di un anno fa chiedemmo la convocazione di un consiglio monotematico proprio per far sapere ai polignanesi quali azioni mette in atto l’Amministrazione comunale per evitare eventuali infiltrazioni mafiose. Non abbiamo avuto mai risposta dal Sindaco Vitto se non una minaccia di querela. Oggi, alla luce dell’articolo pubblicato dalla Gazzetta del Mezzogiorno in cui si dà per scontato la presenza dei clan Parisi e Palermiti a Polignano, torniamo a chiedere la convocazione di un consiglio monotematico. I polignanesi hanno il diritto di sapere quali misure mette in atto l’Amministrazione per tutelare la propria cittadinanza. Negare il rischio mafioso e mettere la testa sotto la sabbia significa spalancare le porte alla mafia.

4) Parliamo del pasticcio della spiaggia di Chioggia... è disinformazione?
Ormai siamo abituati. Il M5S, a qualsiasi livello, viene etichettato a giorni alterni come “fascista” o “comunista” a seconda che si parli di immigrazione, di reato di tortura, di banche o di reddito di cittadinanza. Restiamo senza etichetta solamente quando rifiutiamo i finanziamenti pubblici ai partiti e ci tagliamo gli stipendi a favore delle piccole e medie imprese! Uno schema mediatico ormai consolidato. Il problema è che mentre il Governo mette la fiducia sul decreto banche per dare altri 17 miliardi di euro pubblici e salvare i banchieri, si cerca di distrarre i cittadini in questo modo, nonostante i 10 milioni di italiani che sono a rischio povertà e i 250.000 che emigrano ogni anno siano ancora in attesa di risposte. Tornando al caso Chioggia, il vicesindaco non ha mai definito “folkloristico”, “goliardico” o “borderline” il titolare o la gestione dello stabilimento. Le definizioni e gli aggettivi riportati da organi di stampa ed emittenti televisive sono frutto di un’interpretazione che un giornalista ha dato delle dichiarazioni rilasciate dal vicesindaco nel corso di una telefonata fra i due. Come vede, bastava una semplice ricerca sul più popolare motore di ricerca per far crollare il castello di falsità costruito su questa vicenda.

5) Alle prossime politiche, L'Abbate e Scagliusi saranno nuovamente candidati?
Il M5S si distingue dagli altri partiti proprio perché non ci sono capi-bastone che scelgono chi candidare e chi no: proprio per questo nel M5S non ti candidi ma ti candidano. Ciò significa che saranno gli iscritti del M5S a decidere se saremo candidati o meno alle prossime elezioni politiche.

6) La vostra analisi dei risultati delle comunali di Polignano…
La nostra analisi coincide con quella fatta dalla nostra candidata Maria La Ghezza. Tutti coloro che cercano di commentare il risultato elettorale per le amministrative del M5S, commette il solito errore di stilare il commento seguendo gli stessi paradigmi utilizzati per gli altri partiti. Il M5S è tutta un’altra cosa ma questo non vogliono comprenderlo. Il M5S nasce per occuparsi dei problemi locali per cui l’obiettivo primario del Movimento è quello di mettere almeno una persona in consiglio comunale che controlli l’operato dei partiti e porti avanti le battaglie che contraddistinguono il MoVimento.
Per far ciò si presenta con una sola lista perché incarnando una rivoluzione culturale quello su cui si punta sono le idee e non le persone. Per questo, quasi sempre i candidati sono cittadini semplici che molto spesso sono “sconosciuti” fino alla presentazione della lista e per questo vincere risulta essere molto difficile specialmente nei piccoli comuni dove c’è molto voto di scambio o familiare (“ho in lista il mio datore di lavoro”, “ho in lista l’amico”, “ho in lista il parente” e così via). E la dimostrazione sono proprio le ammucchiate di liste realizzate con albero genealogico alla mano per intercettare i voti delle famiglie, utili solamente a far eleggere sempre i soliti vecchi volponi della politica locale.
Qualcuno obietterà che in alcuni comuni il M5S è riuscito a prendere il Sindaco pur presentando uno sconosciuto. Questo è vero ma bisogna vedere il contesto in cui ci si trova. Molto spesso i comuni in cui il M5S ha vinto la prima volta in cui si è presentato, si trovavano in condizioni particolari: dissesto finanziario, commissariamento per una o più volte con totale discredito di tutta la classe politica della città, situazioni di degrado oltre il limite della decenza e cose di questo tipo.
Insomma, per scardinare l’“usanza” di votare la persona più “conosciuta” in paese è molto difficile per il M5S che invece trova praterie quando il voto diventa più di opinione. A conferma di ciò il costante divario tra i voti attribuiti ai candidati sindaci (voto più di opinione) e quelli attribuiti ai candidati consiglieri (voto più “clientelare” o “familiare”).
Concludendo, come valutare il risultato per la tornata delle amministrative 2017? Sulla scorta di quanto detto, ottimo secondo noi perché abbiamo raddoppiato i voti rispetto al 2012 e siamo finalmente entrati in Consiglio Comunale. Da adesso ci sarà una vera opposizione.


Comunicato permanente alla partitocrazia: "In Natura e nella Storia tutto ha un inizio e tutto ha una fine. Voi siete la fine, noi siamo l'inizio, o almeno ci proviamo."