22 settembre 2019


Costa Ripagnola: tra Comune e Regione Puglia serve dialogo!



Continuiamo ad assistere alle liti tra il sindaco di Polignano Domenico Vitto e il presidente Emiliano. E intanto si continua a perdere tempo, come se non fossero già passati abbastanza anni dal ‘97 ad oggi quando si è cominciato a parlare per la prima volta dell’istituzione del Parco di Costa Ripagnola”, lo dichiara la consigliera regionale del M5S Antonella Laricchia che ha assistito al consiglio comunale di Polignano a Mare convocato per discutere l’istituzione del Parco Costiero. L’amministrazione comunale lamenta la scelta della perimetrazione e la ristrettezza dei tempi di convocazione della Conferenza dei Servizi e minaccia ricorsi.

Sta emergendo un pericoloso clima di attriti e frizioni tra Comune e Regione per l’istituzione dell’area protetta - commenta Laricchia (M5S) - Considerando la storica amicizia che lega il presidente di Regione, il presidente del Consiglio Regionale e il sindaco del Comune di Polignano, non posso fare a meno di chiedermi quanto ci sia di autentico. O siamo davanti a un problema reale che nasce dal tardivo interessamento all’istituzione dell’area protetta, reso isterico dall’incombenza delle elezioni regionali, oppure, è solo un gioco delle parti più o meno consapevole utile a prendere tempo, quello necessario perché passino le elezioni e il progetto torni in un cassetto dimenticato. Sappiamo bene che accelerazioni e ricorsi rischiano di far arenare sui tavoli dei tribunali il percorso dell’area protetta tanto desiderato dai cittadini. Per questo chiederò di convocare in commissione Urbanistica, le audizioni del sindaco di Polignano e del presidente della Regione, in modo che la commissione produca un atto che dia un mandato chiaro e con gli elementi utili a spiegare cosa ostacola l’istituzione dell’area protetta. Quello che serve al comune di Polignano, non è il tempo - conclude la consigliera regionale - ma un dialogo proficuo e l’impegno delle amministrazioni”.

Siamo favorevoli all’istituzione del parco naturale e al contempo condividiamo le preoccupazioni sollevate dalle categorie sulla perimetrazione perché non si può includere tutto il territorio di Polignano, come è stato fatto da Emiliano. Sono contenta che le mie proposte di modifica della delibera siano state in parte accolte ma non si può accettare che questa Amministrazione sia d’accordo sul parco ‘in termini generali’, che non significa nulla.

Non apprezzo, poi, che non sia stato inserito l’impegno espresso da parte della Amministrazione alla massima partecipazione in conferenza dei servizi, il che equivale a mettere in atto azioni tempestive ed efficaci. Non ritengo opportuno, inoltre, in questa fase istruttoria e di confronto, minacciare azioni legali. Polignano ora deve partecipare attivamente nei modi e nei tempi consentiti dalla legge per far sì che la volontà della nostra comunità venga ascoltata e rispettata e soprattutto deve dialogare con le altre Istituzioni. Sulla periodicità degli incontri con i consiglieri, infine, è necessario avere certezza dei tempi.

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9 settembre 2019


Intervista rilasciata a "Blu" il 06.09.2019


1) Il nuovo Governo giallorosso è in fase di formazione. Come giudica questa nuova opportunità per il Movimento 5 Stelle?

Ritengo che non si tratti di una opportunità per il Movimento 5 Stelle, bensì di una opportunità per gli italiani. In meno di un mese si è riusciti a risolvere una crisi, generata da un gesto di irresponsabilità di Salvini, dando vita ad un nuovo governo che ha avuto il benestare quasi plebiscitario degli iscritti al M5S attraverso la piattaforma Rousseau. Ci tengo a precisare che il nuovo governo non si fonda su un'alleanza bensì su un accordo di programma. Al M5S va riconosciuto il merito di aver mantenuto la stabilità parlamentare e la continuità del Presidente del Consiglio, per cui gli sforzi compiuti nei primi 14 mesi di governo nell'esclusivo interesse degli italiani non sono stati vani.

2) Quali sono le sue personali aspettative?

Nel programma ci sono le misure per tagliare le poltrone, per rilanciare l'ambiente, per favorire le imprese, per dimezzare i tempi della giustizia, c'è un piano straordinario di investimenti per il sud, sono previste politiche per la tutela del cittadino, insomma ci sono una serie di misure che permetteranno di risolvere tanti problemi dei cittadini e migliorare la vita degli italiani. Mi aspetto che la squadra di governo si metta subito all'opera sui punti programmatici dettati dal M5S.

3) Cosa e come cambia la vostra azione di opposizione con la formazione del nuovo Governo M5S - PD a livello comunale?

Se allude ad eventuali alleanze sul territorio, la risposta è negativa. Il M5S non prevede alleanze con i partiti. Dunque la nostra azione di opposizione non cambia: sarà sempre dura ed irriducibile. Eravamo, siamo e saremo sempre alternativi a questa maggioranza che riteniamo pensi più gli affari suoi che al bene di Polignano.

4) Cosa accadrà in vista dell’imminente scadenza elettorale per le Regionali pugliesi? Potrebbero esserci delle alleanze? Come giudicherebbe questa eventualità?

Ribadisco che a livello nazionale non c'è stata un'alleanza, ma un accordo di programma nell'interesse degli italiani. Al M5S non interessano le poltrone (tanto è vero che manca una sola votazione per avere il taglio di 345 parlamentari), per cui escludo che vi saranno alleanze. Inoltre, a livello nazionale una maggioranza tra le diverse forze politiche va trovata in Parlamento, mentre per le Regioni chi vince ha automaticamente una maggioranza dei seggi che gli consente di governare in autonomia In Puglia il M5S continuerà ad essere l'alternativa alla vecchia politica di destra e di sinistra.

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22 agosto 2019


Il punto sulle vicende politiche ferragostane



Davvero assurdo spendere un gettone di presenza per discutere solo di un semplice e burocratico punto all’ordine del giorno come quello della surroga di Marilù Callea alla consigliera dimissionaria Marilena Abbatepaolo. Durante l'ultimo consiglio comunale, tenutosi lo scorso 13 agosto, la maggioranza ha usato la scusa di non voler mancare di rispetto nei confronti della nuova consigliera entrante nel portare in discussione altri argomenti su cui “avrebbe necessitato di studio e approfondimento”.

Si è giunti addirittura ad utilizzare come parafulmine e capro espiatorio la Callea. Eppure ci sono questioni che stiamo sollevando dal 2017, come il PEBA – Piano per l’eliminazione delle barriere architettoniche, e su cui non si ha ancora risposta. Poi ci sono le questioni urgenti di Porto e Cimitero su cui il Prefetto ha esplicitamente detto che vanno portati in discussione in quanto le firme dell’opposizione sono sufficienti e, nonostante sia stato proprio il Presidente De Donato a chiedere parere al Prefetto, lo si sta disattendendo.

In questioni giorni, è giunta anche la dimissione della delega al SUAP di Salvatore Colella a seguito di minacce. Prendiamo atto delle dichiarazioni del vicesindaco, a cui va la nostra scontata e ovvia solidarietà, e ci auguriamo che abbia denunciato tutti gli episodi che gli siano accaduti alle Autorità Competenti. Avevamo sollevato la questione sicurezza già tanto tempo fa: avevamo chiesto di istituire una task force per l’analisi e il controllo di ciò che accade in paese.

Non ci hanno voluto ascoltare: hanno approvato uno strumento più blando come l’Osservatorio sulla sicurezza e non lo hanno mai neppure convocato una volta. L’impressione è che questa Giunta raccolga oggi ciò che ha seminato negli anni. Del resto, perché lamentarsi del mancato funzionamento del SUAP quando le colpe non possono che ricadere su chi amministra Polignano da ben 6 anni?! Le dimissioni poi mandano un segnale ma di certo non cambiano lo stato delle cose: cosa si è risolto così facendo? Nulla…

Infine, su Costa Ripagnola non cessano le polemiche tra i Pastori della Costa, Michele Emiliano, il Sindaco Domenico Vitto, il comitato “Sì parco, no pacco”. Tanta confusione e poca chiarezza su quel che potrebbe accadere ad una delle zone più belle di Polignano. Per questo ho inviato ai miei colleghi consiglieri la richiesta di un consiglio monotematico sull’argomento, corredata di proposta di delibera. Ad oggi non ho ottenuto nessuna firma eppure pensavo che fosse interesse di tutti discuterne in trasparenza e chiarezza nei confronti dell’intera popolazione.

LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO - 24.08.2019


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10 agosto 2019


Reddito di Cittadinanza: il Comune deve predisporre i progetti


L’articolo 4 del decreto 4/2019 stabilisce che i beneficiari del reddito di cittadinanza, “in coerenza con il profilo professionale”, sono tenuti ad offrire la propria disponibilità per la “partecipazione a progetti a titolarità dei Comuni, utili alla collettività, in ambito culturale, sociale, artistico, ambientale, formativo e di tutela dei beni comuni”. L’obbligo di svolgere lavori di pubblica utilità per un massimo di 8 ore settimanali è però vincolato al decreto che il proprio Comune di residenza deve pubblicare e con il quale vengono predisposte le procedure amministrative utili per l’istituzione dei progetti.

Un documento che il Comune deve predisporre entro i 6 mesi dell’entrata in vigore della normativa sul reddito di cittadinanza. L’obbligo varrà per tutti coloro che hanno il dovere di sottoscrivere il Patto per il Lavoro: pertanto i maggiorenni, non occupati e coloro che non frequentano alcun corso di studi. Per gli altri soggetti, la partecipazione ai progetti di pubblica utilità è facoltativa. Ci auguriamo che l’Amministrazione Vitto si dia da fare con la pubblicazione del decreto. Riteniamo, infatti, che siano tante le attività che chi beneficia del reddito possa svolgere sul territorio cittadino affinché si renda Polignano più bella ed efficiente: sfalcio erba, pulizia di aree pubbliche, piccola manutenzione, pulizia straordinaria strade pubbliche o della costa, pulizia e custodia di immobili pubblici. Ciò non creerà alcun vincolo tra il Comune e i percettori del reddito per assunzione o stabilizzazione presso Palazzo di Città.

È proprio con queste ore lavorative gratuite di pubblica utilità che il beneficiario “ripagherà” l’investimento che lo Stato fa concedendogli il reddito di cittadinanza. Allo stesso tempo, dovrà comunque impegnarsi nel formarsi partecipando a dei corsi finalizzati al conseguimento di una qualifica professionale e ad accettare una delle prime tre proposte di lavoro che gli verranno presentate dal centro per l’impiego, dove i Navigator selezionati inizieranno ad operare da settembre.

Non si regala nulla a nessuno ma si aiuta chi è rimasto indietro a ritornare nel mondo del lavoro e ad avere una vita più decente. Per questo, il reddito di cittadinanza, presente praticamente in quasi tutta Europa, ci sembra convintamente una misura di welfare utile e importante nonché rivoluzionaria per la nostra società italiana. Magari a qualche politicante faceva comodo avere cittadini pronti a questuare per arrivare a fine mese. Il MoVimento 5 Stelle preferisce dare ad ognuno la propria dignità e, con essa, la sacrosanta libertà dall’assenza di ricatti.

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9 agosto 2019


Un consiglio ferragostano che si dimentica dei polignanesi



Il consiglio comunale straordinario convocato, in seconda seduta, per il 13 agosto alle ore 10 e con unico punto all’ordine del giorno relativo alla surroga della dimissionaria consigliera Marilena Abbatepaolo (a cui subentrerà Maria Callea), che ci ha lasciato interdetti.

Quando in conferenza dei capigruppo si chiede di tenere i consigli comunali in orario antimeridiano al fine di consentire una maggiore partecipazione dei cittadini, la risposta è che si vogliono evitare di pagare straordinari. Adesso invece che si fa? Si convoca per il 13 agosto un consiglio comunale solamente per la mera surroga di un consigliere? Eppure ci sono ancora da votare gli emendamenti presentati allo statuto comunale. Le richieste di istituzione della commissione di inchiesta su porto e cimitero, poi devono essere immediatamente portate in discussione, atteso che anche il Ministero dell’Interno per il tramite del Prefetto su richiesta del Presidente del Consiglio Franco De Donato ha confermato che le richieste vanno discusse nella massima assise cittadina. Ma poi ci sono anche mozioni che attendono di essere discusse o interrogazioni che necessitano di risposta dal 2017! Questo non è rispetto per i cittadini. Siamo praticamente al ridicolo!

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8 agosto 2019


L'irraggiungibile posto auto per persone con disabilità



Prima la clamorosa dimenticanza degli scivoli durante il rifacimento dei marciapiedi, poi l’assenza di bidoncini portarifiuti che costringe i passanti ad usare quello destinato alle deiezioni canine e ora l’assurdo posto auto riservato alle persone con disabilità. Non c’è pace per il Parcheggio San Francesco che, nell’ambito del nuovo appalto per la gestione, ha subito una serie di migliorie e rifacimenti spesso rivelatesi ciambelle senza buco.

Quando si passa dalle parole ai fatti, l’Amministrazione Vitto sulla disabilità dimostra una attenzione pari a zero. Tutti gli esponenti della maggioranza erano impegnati nella spartizione dei biglietti omaggio di Meraviglioso Modugno? Perché nessuno ha controllato l’esecuzione dei lavori? Il posto auto riservato ai diversamente abili è veramente l’emblema di queste migliorie realizzate malamente: ultimo della fila, spiaccicato tra la costruzione dei bagni pubblici e il cordolo in cemento, praticamente irraggiungibile se il posto blu accanto risulta occupato visto che è inesistente lo spazio di manovra. Insomma, qui il "genio" si è superato! Riusciranno i grandi esperti in opere pubbliche dell’Amministrazione Vitto a riporre l’ennesima pezza o ci sono ancora altri biglietti omaggio da sistemare?

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7 agosto 2019


Bando Ecofeste: anche stavolta Polignano non pervenuta


Istituito con un emendamento del Movimento 5 Stelle nel bilancio regionale, il fondo per le EcoFeste ha stanziato 500 mila euro per la promozione di eventi con un basso impatto ambientale e che possano diffondere le buone pratiche per ridurre la produzione dei rifiuti e sensibilizzare i cittadini. Un tema di attuale sensibilità a livello nazionale ma, nonostante la proroga dei termini e l’aumento dei fondi in itinere nonché il sollecito della consigliera 5 Stelle Maria La Ghezza dello scorso giugno, l’Amministrazione Vitto di Polignano non ha partecipato all’avviso pubblico.

Polignano, ancora una volta, perde un’opportunità di finanziamento e soprattutto un’occasione per dimostrare la sensibilità ad un tema ambientale coinvolgendo direttamente l’intera comunità. Ben 340 Comuni hanno partecipato e ottenuto questi fondi, arrivando a percepire anche fino a 10mila euro e riuscendo a finanziare più eventi. L’Amministrazione Vitto, invece, ancora una volta è fanalino di coda. La cosa aggravante è che il Sindaco ricopre anche la carica di Presidente dell’ANCI Puglia: un ruolo che dovrebbe incitarlo a fare da chioccia per gli altri colleghi. Eppure…

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4 agosto 2019


Le dimissioni della consigliera Marilena Abbatepaolo


Dal mio punto di vista, le dimissioni di Marilena Abbatepaolo dal Consiglio Comunale sono sinonimo ad un certo punto di onestà intellettuale. Innanzitutto nei confronti dei suoi elettori e dell’assise tutta, viste le sue numerose assenze. C’è da dire che non è da tutti. Qualcuno vocifera che sono motivate da necessità lavorative fuori Polignano. Fatto sta che ora, al suo posto, dovrebbe rientrare la prima dei non eletti del Partito Democratico Marilù Callea.

Staremo a vedere cosa accadrà in Consiglio comunale dove, certamente, Vitto perde pezzi e “acquista” un consigliere che mi pare non lo abbia più appoggiato favorevolmente dopo il trattamento ricevuto all’esito delle elezioni.

Per scoprirlo, dobbiamo attendere il prossimo consiglio comunale. A luglio non se ne è tenuto neppure uno, nonostante l’impegno del Presidente Franco De Donato a discutere le mozioni e le interrogazioni presentate dall’opposizione.

Oltre ai consiglieri di maggioranza questa amministrazione starà perdendo pure la parola?!

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3 agosto 2019


Costa Ripagnola: quale futuro per il turismo di Polignano?



Tra ammuine e prese per i fondelli, lo scenario futuro di Costa Ripagnola appare sempre meno chiaro. Tanti i fattori in gioco. La legge regionale 19 del 1997 che inseriva tra le aree naturali protette della Regione Puglia la Fascia costiera del territorio di Polignano a valle della Statale 16. La Regione Puglia che dapprima in nome di un accordo di programma naufragato (l’Agape) e poi di proposte di strutture turistico-ricettive come gli alberghi con campo da golf della GIEM ha bloccato l’iter per il parco sino ad oggi, con il consenso finanche dell’attuale assessore alla Pianificazione Territoriale Pisicchio.

L’Amministrazione Vitto da sempre dichiaratasi a parole e nei fatti favorevole ai due investimenti privati lungo Costa Ripagnola per poi riscoprirsi, dopo l’onda d’urto mediatica, favorevole al parco (ma quale parco?!). Il Governatore Michele Emiliano che ha voluto, come suo stile politico di pancia, cavalcare quest’onda sfruttandola a suo favore, il quale ha gettato letteralmente alle ortiche il lavoro della sua Giunta, convocando in tutta fretta (e con il ritardo di appena 22 anni) la prima Conferenza dei Servizi per l’istituzione del parco e provocando l’ovvia levata di scudi sia del Sindaco Vitto, vistosi scavalcare miseramente, sia degli addetti ai lavori che giustamente allarmati da un parco che Emiliano “inconsapevolmente” delimitava “appena” da Cozze a Torre Incina, mettendoci dentro di tutto e di più, dal depuratore al cimitero passando dal centro cittadino sino a zone il cui splendore urbanistico è noto a tutti come la B4* alias Monticello.

In questo teatrino a pagarne le conseguenze è certamente la popolazione polignanese che da decenni non riesce ad accedere al mare in quel tratto di costa, che da 22 anni attende un parco naturale protetto che possa fungere da attrattiva turistica facendo da volano (come accade in mille altre parti d’Italia e del mondo) per l’economia locale, che attende da anni che il Piano delle Coste dell’Amministrazione Vitto esca dai cassetti e renda chiare le intenzioni di questa maggioranza di centrosinistra e che deve anche sorbirsi questo balletto tra i vari attori in gioco, primo fra tutti l’istrionico Michele Emiliano.

Quest’ultimo ha candidamente ammesso che il parco ora si può fare perché c’è seguito: cioè secondo il Governatore della Regione Puglia il parco a Costa Ripagnola non dovrebbe farsi perché si tratta di un territorio da tutelare o perché può rappresentare una giusta strategia turistica per Polignano ma si fa solamente perché i cosiddetti ‘Pastori della Costa’ sono riusciti a trascinare con sé migliaia di pugliesi. Mera demagogia in vista delle prossime elezioni regionali. Dall’altro lato abbiamo letto una relazione dell’Ing. Valenzano, Direttrice del Dipartimento Opere Pubbliche, Ecologia e Paesaggio della Regione che in una ventina di pagina commenta la procedura di approvazione del progetto di riqualificazione e valorizzazione dell’area Costa Ripagnola tramite recupero architettonico dei trulli e destinazione turistico-alberghiera, delle aree archeologiche e del sistema ambientale e vegetazionale e realizzazione di attrezzature per il tempo libero e la balneazione, ovvero il progetto SERIM approvato lo scorso 28 marzo e propedeutico al permesso di costruire rilasciato dal Comune di Polignano il 15 maggio scorso.

Dall’analisi della dirigente Valenzano emerge che il PUAR (Provvedimento Autorizzatorio Unico Regionale) potrebbe avere consistenti e seri motivi di illegittimità: l’ingegnere boccia la Giunta Vitto ammonendo che si tratta di ristrutturazione e non di restauro conservativo, l’unico ammesso in trulletti soggetti a tutela in zone dichiarate di notevole interesse pubblico. Nonché appare del tutto contrastante con la conservazione delle connotazioni rurali-agricole, tipiche dello specifico insediamento in trattazione e volto ad alterarne significativamente la caratterizzazione tipo morfologica al fine di guadagnare altezza ed ‘abitabilità’ del tutto analoga ad un ‘nuovo’ manufatto. Nonché stigmatizza l’uso della resina per i pavimenti. Ovviamente, dinanzi alle ‘critiche’ della Valenzano, in molti paventano l’ovvio ricorso dei privati dinanzi all’auspicato ritiro in autotutela del provvedimento approvato a marzo scorso: ma è la stessa dirigente a richiedere ulteriori verifiche ed approfondimenti per meglio comprendere come si sia addivenuti a questa decisione.

Ci vorrebbero pagine e pagine per affrontare tutti gli aspetti di questa intricata vicenda, ma dal nostro punto di vista, annunciamo che presenteremo una richiesta per inserire nell’ordine del giorno del prossimo consiglio comunale l’istituzione dell’area protetta dove chiederemo di votare una delibera con cui l’Amministrazione Vitto deve prendere un impegno chiaro sulla volontà di istituire il parco e che parte proprio dal lavoro effettuato dall’ex consigliere Focarelli, da cui abbiamo preso spunto. Invitiamo il Presidente Emiliano a muoversi a chiedere approfondimenti ad altri uffici regionali sul progetto dei trulletti della SERIM così da comprendere l’effettiva valenza del ritiro in autotutela dell’ok al progetto ed a non trincerarsi dietro l’istituzione del parco che non avrebbe alcun potere sull’autorizzazione già rilasciata alla SERIM, come ha voluto far erroneamente credere il Governatore mischiando le acque col solito stile suo.

Chiediamo alla ditta privata di spiegare ai cittadini polignanesi perché è proprio necessario snaturare l’area a valle della Statale 16 con i suoi trulletti unici per poesia e scenografia per realizzare suite di lusso quando a monte si realizzerà un albergo a 4 stelle in area Iazzi Vecchi recuperando vecchi fabbricati rurali. Invitiamo gli operatori e i professionisti di Polignano a ribadire ad un Michele Emiliano sempre più in campagna elettorale le corbellerie del proprio muoversi come un elefante in una cristalleria, calpestando ogni cosa che può precludere una sua rielezione: noi saremo al loro fianco per far valere le ragioni di chi lavora per rendere Polignano migliore giorno dopo giorno.

Infine, chiediamo al Sindaco Vitto di spiegare ai cittadini polignanesi in consiglio comunale cosa sia stato chiesto in cambio alla ditta privata una volta che il parcheggio previsto dalla convenzione è stato bocciato perché impattante e che intenzioni ha per il futuro di quell’area. Intenzioni, sia chiaro, da Amministrazione politica: indi strategia turistica, pianificazione di ciò che vogliamo che diventi Polignano in futuro e non mero (ma legittimo) sfruttamento da parte di privati. Qui non si discute solo di un parco, qui si discute del futuro di Polignano e della ricchezza di una intera comunità. Quel che è triste, purtroppo, è che il turismo lo si continua a subire senza governarlo e pianificarlo con il rischio che, da un giorno all’altro, il bel giocattolino si rompa.

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2 agosto 2019


Legge per i defibrillatori in ambiente extra-ospedaliero


Con una giornata dimostrativa, il Comune di Polignano ha illustrato le modalità di utilizzo dei 4 defibrillatori consegnati dalla MG Communication nell’ambito del progetto “Cuore nostro”. I dispositivi salvavita saranno posizionati in piazza San Benedetto, nella frazione di San Vito, nel Museo Pino Pascali e nel parcheggio San Francesco. Proprio mentre l’Amministrazione illustrava alla comunità polignanese questa opportunità, alla Camera dei Deputati è stata approvata un’importante proposta di legge a prima firma Gallinella (M5S) che prevede disposizioni proprio in materia di utilizzo dei defibrillatori semiautomatici e automatici in ambiente extra-ospedaliero. Il provvedimento sancisce l’obbligo per le pubbliche amministrazioni di dotarsi, entro il 31 dicembre 2025, presso ciascuna sede in cui siano impiegati almeno 15 dipendenti e che abbia servizi aperti al pubblico, di defibrillatori semiautomatici ed automatici esterni (DAE) e di personale formato. Si prevede che i defibrillatori installati in luoghi pubblici, come ministeri o uffici municipali, debbano essere collocati, se possibile, “in teche accessibili, 24 ore su 24, anche dall’esterno rispetto al luogo stesso e devono essere muniti di apposita segnaletica che indichi la posizione del dispositivo in maniera ben visibile e univoca, secondo la codificazione internazionale corrente”.

Sono previsti anche incentivi per le installazioni di defibrillatori in centri commerciali, condomini, alberghi e strutture aperte al pubblico. Con una modifica alla normativa vigente, si prevede che l’uso dei defibrillatori fuori dagli ospedali possa essere svolto anche da personale sanitario non medico e da parte di chi abbia ricevuto una formazione specifica nelle attività di rianimazione cardiopolmonare. In assenza di personale sanitario o non sanitario formato, nei casi di sospetto arresto cardiaco, è comunque consentito l’uso del defibrillatore semiautomatico o automatico anche a chi non sia in possesso di tali requisiti, escludendo eventuali profili di responsabilità correlati all’uso del defibrillatore e alla rianimazione cardiopolmonare intraprese per stato di necessità (ai sensi dell’articolo 54 del codice penale), nel tentativo di prestare soccorso a una vittima di sospetto arresto cardiaco. Tra l’altro, si stabilisce l’obbligo per le società sportive che utilizzano gli spazi di impianti pubblici di condividere il defibrillatore con chi utilizza gli impianti, anche durante le competizioni, gli allenamenti e le altre attività correlate, compresi trasferimenti e ritiri.

Secondo i dati diffusi dal Ministero della salute in Italia circa 1 persona su 1.000 ogni anno viene colpita da arresto cardiaco e soltanto il 2% riesce a sopravvivere. Questa bassa percentuale è determinata, nella maggior parte dei casi, dal tempo di intervento dei soccorritori che, mediamente, si aggira intorno a 12-15 minuti: un tempo lunghissimo se si pensa che ogni minuto le percentuali di restare in vita si abbassano del 10%. In Italia le vittime di arresto cardiaco sono oltre 70.000 ogni anno e oltre l’80% dei decessi avviene lontano da ospedali e strutture sanitarie: a casa, sul lavoro, per strada, nel tempo libero.

È indubbio che uno stile di vita sano nonché la prevenzione di alcune patologie che possono essere considerate la causa principale delle disfunzioni cardiovascolari possono contribuire ad abbassare il numero delle persone colpite ogni anno, ma è altrettanto evidente che garantire un ambiente cardio-protetto e, quindi, un intervento tempestivo in emergenza, risulti altrettanto importante”. Il testo passa ora all’esame del Senato per l’approvazione definitiva.

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1 agosto 2019


Parcheggio San Francesco senza cestini portarifiuti




Non sembra avere pace il parcheggio San Francesco. Solo qualche mese fa scoppiò il caso della mancata realizzazione degli scivoli nel rifacimento dei marciapiedi conseguente agli interventi antiradici. La consigliera Maria La Ghezza (M5S) ne denunciò l’assurdità a svantaggio sia di genitori con bambini nei passeggini sia soprattutto di persone con disabilità e ottenne che la società di gestione dei parcheggi a pagamento provvedesse a rendere degni di tale nome le migliorie previste dal nuovo appalto.

Una piccola grande vittoria a beneficio di tutti nell’attesa di ricevere risposta alla mozione presentata nel lontano novembre 2017 per adottare anche a Polignano il PEBA, il Piano Eliminazione Barriere Architettoniche. Ma le segnalazioni da parte dei cittadini inviperiti per il mancato controllo di questi lavori da parte dell’Amministrazione Vitto continuano. Diversi polignanesi, infatti, mi hanno inviato foto di come i contenitori per la raccolta delle deiezioni canine, quelli di colore rosso, siano strabordanti di ogni genere di rifiuto. Questo perché si sono dimenticati di installare dei semplici cestini portarifiuti. In un parcheggio pubblico, pieno di autovetture e frequentatissimo, ci si scorda anche di banali bidoncini. Facile immaginare che fine facciano le deiezioni canine se il cestino idoneo è strapieno di rifiuti di altro tipo. Ogni giorno che passa con questa Amministrazione apprezziamo il presappochismo e l’incuranza al potere.

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27 luglio 2019


Agricoltura abbandonata da un'Amministrazione Vitto confusionaria



Ricordiamo ancora la grandinata del 2011, quando da dietro le finestre di casa vedemmo, sempre più rapidamente, comparire dei fori nelle tapparelle, come sotto i colpi di una mitragliatrice. Una sensazione resa ancor più reale dal rumore assordante che i proiettili di ghiaccio produssero cadendo al suolo e frantumandosi su ogni cosa. Dopo quei minuti di “follia atmosferica” ci riversammo in strada, ci guardammo attoniti, senza parlare, senza capire. Tutti pensammo e sperammo che un evento del genere non lo avremmo più vissuto a Polignano. E invece, il 10 luglio scorso, la natura ha concesso il bis, su tutto il versante adriatico.

Leggiamo che il Comune di Polignano ha recentemente deliberato di proporre agli organi competenti regionali, la dichiarazione dello stato di calamità naturale del territorio comunale di Polignano a mare, di dare mandato agli assessorati competenti per la verifica dello stato delle strutture, pubbliche e private, del verde, delle strade comunali, la potenziale stima dei danni subiti e di trasmettere il tutto alla Presidenza della Regione Puglia, all’assessorato regionale alla protezione civile, ed all’ispettorato dell’agricoltura.

Prendiamo atto che ancora una volta si fa confusione tra la richiesta dello stato di calamità e quella dello stato di emergenza. Troppo spesso i due termini vengono usati, sia dai media e peggio ancora da rappresentati delle istituzioni locali, come equivalenti o sostanzialmente simili, tanto da inserirli nella stessa delibera. In realtà si tratta di due situazioni molto differenti: quanto attiene all'ambito del sistema di protezione civile è lo stato di emergenza, istituto previsto dall'art. 5 della legge 225/1992.

Lo stato di emergenza viene deliberato dal Consiglio dei Ministri su proposta del capo del Dipartimento della Protezione Civile, e prevede il potere di ordinanza posto in capo proprio al capo del dipartimento. La delibera del Consiglio dei Ministri individua le risorse finanziarie destinate ai primi interventi di emergenza: assistenza alla popolazione, ripristino della funzionalità dei servizi pubblici e delle infrastrutture di reti strategiche, interventi per ridurre il rischio residuo, ovviamente nel limite delle risorse messe a disposizione. È poi il commissario, nominato dal capo del dipartimento, a provvedere ad una ricognizione dei danni, pubblici e privati, da portare all'attenzione del Consiglio dei Ministri che valuta se e quante ulteriori risorse stanziare proprio per il ristoro dei danni.

Lo stato di calamità, invece, è uno strumento legato esclusivamente al settore agricolo. Il suo riconoscimento, infatti, avviene per mezzo di un decreto del Ministro delle politiche agricole, alimentari, forestali, e del turismo su proposta della regione coinvolta. Non c'è alcun rapporto di dipendenza tra i due strumenti: non esiste alcuno stato di calamità, sovraordinato rispetto allo stato di emergenza, che possa garantire ai cittadini colpiti dalle calamità fondi o procedure più rapide di quelle disciplinate dalla legge 225 del 1992.

Questa confusione è deleteria ed è figlia dell’approssimazione con cui si muove l’amministrazione Vitto. Voglio ricordare che a giugno è stato emanato il Decreto di declaratoria dello stato di calamità per le gelate di febbraio 2018 che hanno messo al tappeto l’olivicoltura pugliese, ma Polignano è stata esclusa dai territori calamitati. Mi chiedo: l’Amministrazione ha informato gli agricoltori che avrebbero potuto comunicare i danni? Ha preso contatto con l’Ispettorato regionale agricoltura per organizzare i sopralluoghi nelle aziende colpite? Sulla base di quali dati la regione, ammesso che sia stata interpellata, ha valutato che a Polignano non si fosse superata la soglia di danno prevista dal Decreto legislativo 102/2004 che fa accedere agli indennizzi?

D'altronde, chi poteva occuparsi di questi adempimenti: l’ufficio agricoltura che non c’è? L’assessore all’agricoltura che non c’è? L'abbandono totale del settore agricolo sta creando danni su danni e Vitto è il principale responsabile. Ricordo, tra l'altro, che il Governo ha recentemente rifinanziato il Fondo di solidarietà nazionale (FSN), dal quale si attinge per pagare gli indennizzi alle imprese agricole colpite da eventi atmosferici avversi, quindi, stavolta, rispetto al passato, ci sarebbe stata anche la probabilità di ristorare gli olivicoltori danneggiati dalla gelata del 2018. Niente da fare, treno perso, vediamo se ce la caviamo meglio con la grandinata del 10 luglio.

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Treni regionali: per Polignano meno corse e più disagi


Dopo dicembre scorso, ancora una volta Polignano penalizzata sui treni regionali. Da un giorno all’altro, senza alcun preavviso per l’utenza, è entrato in vigore il nuovo orario estivo con diminuzione delle corse e treni super affollati.

La nostra portavoce Antonella Laricchia ha già invitato l’ “ignaro” assessore ai trasporti Giannini a darsi una mossa. Mentre noi aspettiamo sempre notizie dal Sindaco Vitto: i pendolari sono stati oggettivamente penalizzati negli ultimi due anni e, in tutta onestà, sono stufi del solito andazzo di chi crea il problema e poi dà il contentino, spacciandolo per successo. Serve un ripensamento del trasporto pubblico locale. Il Ministero dei Trasporti mette i soldi ma le strategie regionali vanno riviste. Ed è nel ruolo del Presidente ANCI Puglia fare pressioni sulla Regione: eppure, invitato nelle commissioni per esprimere pareri su leggi importanti per il territorio, spesso risulta assente e, addirittura, non indica neppure un sostituto.

L’orario estivo regionale è stato comunicato come necessario per venire incontro ai turisti. Ma non può essere penalizzato chi ogni giorno raggiunge Bari per lavoro. Con i nuovi orari spariscono numerose corse mentre non sono state inviate neppure le opportune comunicazioni agli utenti: né le notifiche per quelli registrati sulla App né un semplice avviso in stazione. Il risultato sono attese infinite, convogli stracolmi e passeggeri sempre più disorientati e confusi. Eppure chi fa una scelta ecologica, sicura e moderna come quella di utilizzare il treno per gli spostamenti andrebbe incentivato, garantendogli sicurezza e certezza delle corse e non un continuo cambio di orari su cui non si trova mai una quadra. A Polignano, si sono registrati fortissimi disagi in soli due giorni: turisti e pendolari sono rimasti a terra. Sono stata subissata dalle chiamate: immagino lo sia stato anche il Sindaco Vitto, da cui attendiamo risposte e fatti concreti oltre i selfie e le chiacchiere. Quella a cui stiamo assistendo è l’ennesima brutta pagina di immagine per il nostro paese che vuol definirsi turistico.

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Parco Giochi Pinocchio ancora al buio e nel degrado


Al buio e sempre più abbandonato a se stesso. Nell’attesa che la Regione Puglia concluda le procedure del bando “Luoghi Comuni” a cui è stato candidato nel dicembre 2018 assieme all’immobile confiscato in via Madonna d’Altomare, il parco giochi “Pinocchio” vige in uno stato di insostenibile degrado.

Non passa giorno senza che vi sia un polignanese che mi chieda di fare pressioni sulla dormiente Amministrazione Vitto per riportare a nuova vita il parco giochi, l’unico vero parchetto cittadino usufruibile nel nostro comune. Dopo essere intervenuta ben 4 volte durante lo scorso anno, sino a richiedere l’emanazione di un bando per la gestione a cui è giunta come ‘risposta’ la partecipazione al bando regionale ‘Luoghi Comuni’, oggi sono costretta nuovamente ad interessare Palazzo di Città della situazione. Il parco, infatti, vige in un persistente stato di degrado e pericolo. Una parte del parco è rimasta completamente al buio (quella a ridosso di via Raffaele Del Drago), mentre le restanti zone, dove sono situati i giochi per i bambini, è illuminata con una luce fioca, con conseguente grave rischio per piccini e adulti. Il cartello di ingresso al parco dove prima erano scritti gli orari è completamente sbiadito. I cancelli arrugginiti. L’altalena scricchiolante. L’idea che si ha non è di un luogo ricreativo bensì di un luogo abbandonato. Spero che si intervenga quanto prima perché, va bene indire avvisi pubblici per le manifestazioni d’interesse finalizzate all’affidamento temporaneo dell’apertura del parco (l’ultimo scade il 30 settembre), ma nell’attesa della conclusione dell’iter regionale non si può abbandonare questo luogo d’incontro in uno stato così degradante.

Il bando “Luoghi Comuni” prevede che, attraverso lo strumento della co-progettazione si possano promuovere nuove forme di collaborazione tra Enti Pubblici e organizzazioni giovanili del Terzo Settore finalizzate a riattivare spazi pubblici sottoutilizzati attraverso la realizzazione di progetti innovativi capaci di coinvolgere le comunità locali nei processi di riuso e valorizzazione dei predetti spazi, offrendo ai giovani opportunità di attivazione e apprendimento. Gli interventi scelti dall’Amministrazione sono: attività culturali, artistiche, di interesse sociale e volontariato; attività educative, di istruzione, formazione professionale ed inclusione sociale; formazione extrascolastica, prevenzione della dispersione scolastica, del bullismo, della povertà educativa; promozione della legalità, della pace, della non violenza.

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