21 giugno 2019


La differenza tra Vitto e Decaro dinanzi all'illegalità




La differenza è tutta nello stile, nelle diverse visioni della politica o del ruolo di amministratore pubblico o dietro queste scelte opposte si cela altro?

È quello che ci siamo chiesti alla luce di ciò che è accaduto a Bari in occasione della manifestazione “Liberi di Votare”, organizzata dal Movimento 5 Stelle Bari contro la pratica del voto di scambio e per sensibilizzare sull’importanza di denunciare. Dopo le prime ipotesi di “compravendita del voto” nel capoluogo barese, infatti, la candidata sindaco e attuale consigliera d’opposizione Elisabetta Pani è riuscita ad ottenere dal Sindaco Decaro e dagli esponenti degli altri partiti la firma di un documento con cui ci si impegna a sollecitare eventuali consiglieri eletti nella propria coalizione ad autosospendersi qualora i loro nomi fossero resi noti dagli inquirenti nelle indagini sul voto di scambio, disconoscendoli pubblicamente dalla propria parte politica nel caso non dovessero autosospendersi.

Decaro insomma dinanzi all’ipotesi di illegalità ha scelto da che parte stare, partecipando attivamente e in prima linea alla manifestazione indetta dal Movimento 5 Stelle. Vivo è tornato il ricordo del silenzio del Sindaco Domenico Vitto quando fu pubblicato il rapporto Antimafia e successivamente furono diffuse le intercettazioni di U’ Sconvolt. Davanti all’ipotesi di pericolo di infiltrazioni mafiose sul nostro territorio cittadino, con i deputati Giuseppe L’Abbate ed Emanuele Scagliusi chiedemmo al Primo Cittadino nell’inverno 2016 di convocare un consiglio straordinario per illustrare quali azioni l’Amministrazione stesse mettendo in atto per scongiurare l’ipotetico pericolo. L’invito fu rifiutato e non fu manco accolto l’invito a confrontarsi con le altre forze politiche. Mi rincuora far osservare al Sindaco che un modo costruttivo di far politica e di intendere l’operato dell’opposizione venga proprio da un suo collega di partito, di un Comune vicino a noi territorialmente come Bari. Mi auguro che in futuro l’atteggiamento del Primo Cittadino cambi e risulti più propositivo nei confronti di un’opposizione che ha a cuore solo l’interesse della comunità locale e il benessere futuro di Polignano. Soprattutto quando si tratta di argomenti così scottanti e delicati, servirebbe unità d’intenti, invece di palizzate inutili.

Decaro, inoltre, ha accolto l’invito della Pani (M5S) ad istituire il Tavolo comune della legalità per sottoscrivere un protocollo da sottoporre al prefetto per le prossime tornate elettorali, nonché un Osservatorio permanente sui rapporti tra mafia e politica nella città di Bari. A Polignano siamo ancora in attesa che l’Osservatorio sulla legalità, la versione edulcorata per non dire annacquata della task force sulla sicurezza proposta dal Movimento 5 Stelle, diventi realtà. Eppure è trascorso addirittura un anno! Cosa aspetta Vitto? Altre intercettazioni?

Comunicato permanente alla partitocrazia: "In Natura e nella Storia tutto ha un inizio e tutto ha una fine. Voi siete la fine, noi siamo l'inizio, o almeno ci proviamo."