1 giugno 2019


Alberghiero: perché intitolarlo a Domenico Modugno?


Una volta letto l’articolo dalla Gazzetta del Mezzogiorno sono rimasta alquanto basita, tanto da lanciare un dibattito pubblico sulla mia pagina facebook: difatti non comprendo tuttora la scelta di intitolare all’immenso Domenico Modugno l’istituto alberghiero. Era cantante, attore ed è stato finanche politico per un brevissimo arco di tempo della sua vita e ciò ha permesso di intitolargli l’Aula consiliare di Polignano. Ma di Modugno cuoco, ristoratore o albergatore sinceramente io non ne ho traccia. Ho 38 anni ma già mi sono venuti in mente diverse esponenti di un certo rilievo che il nostro paesino può vantare in questo campo: personalità oramai storiche che hanno innovato quando nessuno credeva al turismo o che ci hanno resi famosi in tutto il mondo. Il mio primo pensiero ovviamente andava a Mongardi della Grotta Palazzese e De Cillis di Castellinaria ma ho preferito non esplicitarne i nomi per lasciare libero spazio ai miei concittadini che hanno detto la loro con partecipazione, intelligenza e cognizione di causa.

Ed è proprio la totale mancanza di partecipazione dei polignanesi la più grande pecca di questa “insensata” intitolazione. Se solo si fosse data alla popolazione la possibilità di contribuire, se si fosse aperto un dibattito, un confronto stimolante e magari produttivo non avrei avuto nulla da ridire. Ben comprendo che la procedura per l’intitolazione di un istituto scolastico è tutta interna al mondo della scuola ma se i cittadini vengono zittiti, gli spazi se li prendono da soli: dopo la mia “denuncia” pubblica, infatti, è nata spontaneamente una petizione su change.org. I diretti interessati non se la prendano se questa scelta evidentemente non è stata apprezzata da addetti ai lavori e dai polignanesi: forse, in fondo, bastava un po’ di condivisione prima di prendere questa decisione.





GDM - 23.05.2019


Comunicato permanente alla partitocrazia: "In Natura e nella Storia tutto ha un inizio e tutto ha una fine. Voi siete la fine, noi siamo l'inizio, o almeno ci proviamo."