10 maggio 2018


Arriva anche in Puglia il bando per Internet a banda larga




In coerenza con gli obiettivi dell’Agenda Digitale Europea 2020 di favorire la più ampia diffusione dell’accesso ad Internet, Invitalia ha annunciato il terzo bando di gara Infratel per la progettazione, realizzazione, manutenzione e gestione, in concessione ventennale, di una rete a banda ultralarga nelle “aree bianche” in Puglia, Calabria e Sardegna con uno stanziamento di 103 milioni di euro, oltre 378mila cittadini interessati, a fronte di 296mila unità immobiliari in 882 comuni.

Le aree bianche sono quei territori considerati “a fallimento di mercato” cioè in cui non sarebbe profittevole per le società di telecomunicazioni investire per una serie di ragioni (come l’alto costo dell’operazione rispetto al ricavo, l’esiguo ammontare della popolazione, ecc.).

Così sono nati i bandi Infratel, aventi l’obiettivo di dotare le utenze interessate di banda ultra larga compresa tra i 30 e i 100 Mbps. Per quanto riguarda l’iter burocratico, siamo partiti dalla “Strategia italiana per la banda ultralarga” approvato dal Governo nel marzo del 2015, è stato poi siglato un Accordo Quadro, nel febbraio 2016, tra la Presidenza del Consiglio dei Ministri, Ministero dello Sviluppo Economico e tutte le Regioni italiane, ed in esecuzione di tale accordo, sono stati sottoscritti accordi di programma e convenzioni operative con le singole regioni, e con molti comuni italiani. Il Ministero dello Sviluppo Economico ha concordato con i Comuni che la stipula di queste convenzioni operative ed il rispetto delle regole in esse contenute costituisca condizione necessaria per dare inizio alle opere in ciascun territorio di rispettiva competenza.

Auspichiamo che anche la nostra Città Metropolitana ed il nostro Comune stiano seguendo l’iter e stiano provvedendo a fare il proprio per dare una marcia in più alla competitività delle nostre imprese. Imprese che, purtroppo, nella nostra Polignano non hanno avuto la ‘fortuna’ di avere una zona artigianale ad esse dedicate e, in molti casi, si sono dovute spostare nei comuni limitrofi dove l’attenzione alle esigenze delle piccole medie imprese è maggiore.